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Addio Moreschi: Produzione di Scarpe d’Elite Lascia Vigevano

In ECONOMIA
Marzo 12, 2024

Vigevano, nota come la città delle scarpe, si confronta con un doloroso addio: Moreschi, l’illustre fabbricante di calzature di lusso, annuncia il trasloco della produzione in sedi non ancora rese note. La decisione apre un varco di preoccupazione per il futuro dell’industria calzaturiera tradizionale della Lombardia e segnala un potenziale cambiamento di panorama per le maestranze locali.

Fondata nel 1946, Moreschi si è affermata come un simbolo di eccellenza e artigianalità, giungendo a impiegare oltre 300 persone durante i suoi anni d’oro. Tuttavia, i venti di crisi hanno colpito duramente l’azienda, portando a una serie di riduzioni di personale e periodi di cassa integrazione. La situazione è culminata nell’acquisizione del controllo della maggioranza delle quote da parte della Harleys SA, un istituto finanziario svizzero, nel 2020.

I sindacati espongono le loro preoccupazioni riguardo al futuro dei lavoratori, dato il piano di licenziamenti per 59 impiegati, per lo più operai, previsto a partire dal prossimo maggio. Si preserva un nucleo di soli 21 dipendenti, specializzati soprattutto nelle attività amministrative e di progettazione, segnando una contrazione drastica del personale rispetto allo splendore delle epoche passate.

Moreschi aveva promesso di mantenere intatta la filiera a Vigevano, ma i piani sviluppati dall’investitore svizzero hanno preferito una diversa strategia produttiva, spiegata con la volontà di intraprendere una svolta green, considerata non praticabile negli stabilimenti locali.

La segretaria nazionale della Cub-Tessili, Hazal Koyunquer, ha espresso un forte disappunto, rimarcando l’importanza storica di città come Vigevano e Parabiago nel settore della calzatura. Sottolinea un’assenza di politiche industriali concrete da parte del Governo e della Regione per proteggere un patrimonio di abilità tecniche invidiato in tutto il mondo, un patrimonio che vede l’Italia sempre più spesso in posizione passiva rispetto agli investimenti stranieri nel settore.

Resta da vedere quale sarà il destino del distretto calzaturiero di Vigevano, già provato da precedenti crisi e ora confrontato con un nuovo, significativo capitolo nella sua lunga storia di eccellenza e innovazione. In questo clima di incertezza, la comunità e i lavoratori attendono più informazioni e cercano di adattarsi a un cambiamento che riaccende il dibattito sull’importanza e sul futuro dell’artigianato di qualità in Italia.