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Avellino, dimissioni del sindaco Festa, la riflessione di Gennaro Romei.

In AVELLINO
Marzo 26, 2024

Le dimissioni di un sindaco rappresentano sempre un gesto forte e foriero di molteplici chiavi di lettura. Non ci sembra opportuna l’esultanza di taluni, come appare stucchevole il rammarico di altri. Non è nel nostro stile commentare procedure giudiziarie in itinere. Il garantismo resta un valore al quale nostra forza politica continua ad ispirarsi e, pertanto, appare evidente che sarà la Giustizia a fare il suo corso. Quello che, però, emerge da questa vicenda è il declino di un civismo dove si è rimarcata nel tempo la crescente assenza della Politica unita al progressivo accentramento delle decisioni in capo al primo cittadino. Nessuna collegialità si è potuta riscontrare nel corso degli anni e questo è un aspetto che va rimarcato con forza e determinazione e, di certo, non teme smentite. Di esempi di uomini soli al comando ve ne sono in ogni settore del tempo che viviamo. E tutti registrano gli stessi risultati e lo stesso esito finale. E’ una declinazione della gestione che, alla lunga, non paga e non offre alcun risultato degno di rilevo. E’ la scelta mediocre del narcisismo a scapito della necessaria empatia. La collegialità e il confronto rappresentano elementi fondamentali ed ineludibili, specie allorquando si amministra una comunità. E, a tal riguardo, i partiti e le associazioni del centrodestra hanno l’onere di offrire alla comunità avellinese una proposta improntata sulla Politica, senza ricercare salvatori della patria dell’ultima ora e senza farsi incantare da scelte improntate al Civismo con l’illusoria speranza di vittoria. Avellino ha la necessità di ritornare alla Politica e alla visione di insieme, elemento dirimente per far rinascere il senso della Comunità. Occorre mettere in campo una proposta che coniughi profonda conoscenza del tessuto avellinese e che, ad un tempo, sappia offrire una prospettiva per il recupero del ruolo di Città Capoluogo che non può essere tale soltanto nel tempo effimero degli eventi, come è accaduto in questi anni. La città di Avellino merita di ritornare ad essere punto di riferimento della provincia e punto di riferimento delle aree interne per riprendere un processo di sviluppo e di rinascita per troppo tempo dimenticato, nascosto, per meglio dire, sotto il tappeto di eventi che, al di là del luccichio di qualche giorno, non hanno lasciato niente in termini di ricaduta positiva e di nuovi  orizzonti per la crescita della nostra comunità.

dalla redazione