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Da ufficiale medico a chirurgo oncologico, a colloquio con il dottor Tommaso Palma.

In IN EVIDENZA, INSERTI SCIENZA
Marzo 16, 2024

Ex ufficiale superiore dell’esercito italiano dove ha prestato servizio militare in reparti operativi nazionali ed internazionali, logistici e NATO, partecipando a missioni di pace in territori di guerra in Bosnia, Kosovo ecc., oggi il dottor Tommaso Palma è dirigente medico di Chirurgia Generale ed Oncologia presso l’U.O.C. di Chirurgia Oncologica dell’A.O.R.N. “San Giuseppe Moscati” di Avellino. Abbiamo posto alcune domande al dottor Palma, chirurgo di grande esperienza, a cui si affiderebbe, in caso di necessità, la propria salute o quella di un familiare, per saperne di più sui tumori, le cause e i sintomi cui si deve prestare attenzione.

Dottore, che legame esiste tra l’aumento dei casi tumorali e le attuali condizioni ambientali come l’inquinamento atmosferico, le radiazioni e la catena dell’alimentazione?

Esiste un diretto legame fra inquinamento dell’aria, del suolo e della catena alimentare, e tumori. Durante il Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), ne è emersa: sia una correlazione diretta fra l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico da particelle sottili nell’aria, e maggiori probabilità di contrarre il cancro al seno rispetto a coloro che vivono e lavorano in aree meno inquinate; sia che l’aumento della mortalità da tumori, è geograficamente associato all’inquinamento ambientale, a prescindere dalle abitudini di vita più sane, laddove vige la presenza di siti contaminati, lo scarso stato qualitativo dei corpi idrici, le pratiche di smaltimento illegale dei rifiuti e la combustione incontrollata di sversamenti illeciti. Il particolato atmosferico prodotto dall’inquinamento, è stato associato anche all’insorgenza di neoplasie del polmone, dimostrato da numerosi studi scientifici e, su queste basi, l’Agenzia Internazionale sulla Ricerca del Cancro (IARC), ha classificato l’esposizione a PM2.5 fra i cancerogeni certi per l’uomo. Queste particelle molto piccole possono penetrare in profondità nei polmoni ed entrare nel flusso sanguigno, da dove vengono assorbite dal seno e da altri tessuti. Esistono forti prove epidemiologiche e biologiche del legame tra l’esposizione alle particelle PM2.5 e il cancro, e ci sono buone ragioni cliniche ed economiche per ridurre l’inquinamento al fine di prevenire i tumori.

Quali sono le ultime tecniche informatiche in ambito clinico e diagnostico?

La Sanità Digitale è in continua evoluzione. Negli ultimi dieci anni, è cresciuto sia il ritmo che la portata dell’innovazione. Si sono diversificate e specializzate le tecnologie dedicate: app per la salute, dispositivi smart indossabili o impiantabili, sistemi a supporto della diagnostica digitale, soluzioni robotiche e approcci data driven potenziati dall’Augmented Reality e dall’Intelligenza Artificiale hanno rivoluzionato le metodologie e gli approcci sanitari arrivando a includere, oltre ai processi di cura, anche i processi di prevenzione. Le tecnologie associate all’Industria 4.0 supportano ogni aspetto dell’ecosistema sanitario. Cobot e robot affiancano il personale nel loro lavoro mentre la stampa 3D si specializza nella creazione di protesi e componenti sintetici su misura. La sanità digitale è anche sinonimo di telemedicina e di monitoraggio remoto dei pazienti. Dispositivi e informazioni, gestiti attraverso infrastrutture e software adeguati, abilitano sistemi sanitari e servizi incentrati sulla cosiddetta Internet of Medical Things (IoMT). L’IoMT incrementa la trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria utilizzando piattaforme e tecnologie finalizzate a rendere più funzionali ed efficaci i processi di diagnosi, monitoraggio, trattamento e gestione dei pazienti.

Che incidenza hanno avuto le dosi di vaccino assunte durante il Covid-19 sul sistema immunitario?

La vaccinazione anti Covid-19, al pari delle altre vaccinazioni, non può neanche in linea teorica provocare una condizione di deficit immunitario tale da indurre addirittura la formazione di tumori. Il processo di formazione di un tumore è lungo e difficilmente dall’innesco del processo alla diagnosi clinica passa solo un anno. Detto questo, poiché la paura che i nuovi vaccini contro il Covid potessero causare tumori aveva preso piede nella popolazione, sono stati diversi gli studi in tutto il mondo che hanno cercato di verificare questa ipotesi. Tutte le osservazioni finora prodotte smentiscono questa ipotesi.

La vita militare in che misura ha influito sulla sua formazione professionale?

Ho dedicato tutta la mia prima gioventù alla vita militare, ed ho avuto l’onore di servire la Patria per circa 23 anni, partecipando alle svariate missioni di Pace in Teatri operativi, martoriati dalle guerre: Bosnia, Kossovo, Albania, Afganistan, Iraq, ecc.. Tante sono state le esperienze di vita vissute, ma quelli che sono davvero rimasti dentro di me, sono gli occhi ricolmi di tristezza e sofferenza, di tanti bambini sopravvissuti alle guerre, che con i loro sguardi, e senza parlare la mia lingua, volevano solo chiedermi: PERCHE? Sguardi tormentati, carichi di dolore, di miseria, gonfi di pianto e di angoscia, di fame, sguardi strazianti, con occhi ricolmi di paura e disperazione. Quegli sguardi hanno influito tanto sulla mia formazione professionale: mi hanno insegnato ad essere un medico altruista, umano, umile e disponibile, sempre e comunque, che si dedica con impegno ed abnegazione ad aiutare il prossimo; mi hanno insegnato la lealtà, l’umanità, il senso del dovere e della responsabilità, l’iniziativa, la fermezza, lo spirito di sacrificio, la tenacia, la preparazione professionale, l’ordine, l’amor proprio, il coraggio, il rispetto per il prossimo (ed anche per il nemico) ed altri ancora.

Grazie

di Giuseppe Di Giacomo –