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Intervista a Corinne Baroni in occasione dell’uscita del libro che racconta della madre sciamana del maestro Baba Bedi e della terapia vibrazionale.

In CULTURA, INSERTI CULTURA
Maggio 06, 2024
Ad Avellino ha presentato, attraverso la forma artistica del melologo, il libro che racconta di sua madre, del maestro Baba Bedi e della terapia vibrazionale.

Corinne Baroni è l’attuale direttore artistico del Teatro Coccia di Novara, ha rivestito importanti ruoli come direttore artistico e assistente alla regia, direttore organizzativo e amministrativo in festival internazionali e nei maggiori teatri italiani. Ad Avellino ha presentato, attraverso la forma artistica del melologo, il libro che racconta di sua madre, del maestro Baba Bedi e della terapia vibrazionale. L’evento ha suscitato molto interesse per i partecipanti, per questo abbiamo ricercato un nuovo contatto con l’autrice per rivolgerle ancora qualche domanda.

Ci parli del suo libro “Mia madre donna sciamana. Senza nessun perché”.

E’ tutto scaturito dalla nostalgia e dalla devozione. Quando ho iniziato a scrivere questo libro era il 2004. Lavoravo al Teatro Carlo Felice di Genova e vivevo una situazione difficile. Avevo bisogno di mia madre e così ho pensato di scrivere un libro su di lei partendo dalla descrizione minuziosa su ciò che era la Terapia vibrazionale. La verità era che con questo pretesto potevo sentire mia madre e raggiungerla a Trento dove vive, con molta più frequenza. Approfittando della necessità di raccogliere e trascrivere tutti gli appunti delle sue lezioni con il Maestro Baba Bedi, la raggiungevo ogni quindici giorni e trascorrevo con lei intere giornate. Così è nato Mia madre donna sciamana. Senza nessun perché. Il primo intento era quello di scrivere una sorta di manuale sulla terapia vibrazionale, poi, mentre trascrivevo i suoi appunti, il libro ha preso un’altra strada ed è diventato una sorta di flusso di coscienza dove tra aneddoti, ricordi, storie vissute e incontri importanti, ho descritto il mio viaggio iniziatico, l’evoluzione del mio pensiero costruito attraverso il rapporto con mia madre, attraverso i suoi insegnamenti e la condivisione del suo cammino. Il mio libro, Mia madre, donna sciamana, non essendo né un manuale né una biografia, vuole essere un inno alla libertà, un invito a esplorare la libertà in tutte le sue forme un invito a considerare l’esistenza di molteplici modi di percepire il mondo e interagire con esso. Se potessi esprime un desiderio, mi piacerebbe che il mio libro rafforzasse l’idea che la libertà personale e spirituale è accessibile a tutti, ma richiede coraggio e introspezione e un costante lavoro di scavo e ricerca.

Quali sono i tratti caratteriali della personalità di sua madre custoditi in lei?

Mia madre ha una personalità molto complessa e sfaccettata; i tratti che custodisco in me sono la determinazione e il senso etico.

Ad Avellino ha preso parte ad un incantevole evento che ha coinvolto il soprano Lucia Gaeta, il pianista Simone Maria Anziano, con la direzione artistica di Raffaella Bellezza, ci racconti come è nata questa esperienza artistica.

Ho scelto di presentare il mio libro attraverso un melologo perché in questa forma artistica ravviso un grande valore in grado di potenziare il significato e l’esperienza della storia che ho raccontato. Il melologo è un genere artistico che unisce la parola alla musica in modo sinergico, creando un’esperienza multisensoriale per il pubblico. Ho inoltre la grande fortuna di “avere in casa” un compositore che ha molta esperienza in questo genere musicale, mio marito, ed ho quindi trovato naturale utilizzare questa forma per dare vita al libro. La musica ha il potere di evocare emozioni e trasmettere significati in modo molto efficace, e ho pensato che incorporare il melologo nella presentazione del libro avrebbe arricchito l’esperienza dei lettori, offrendo loro una nuova prospettiva e un approccio più coinvolgente alla tua storia. La grande fortuna è poi stata quella di aver trovato in Raffaella Bellezza una persona che ha colto il potenziale di questa forma di spettacolo e lo ha saputo organizzare in maniera perfetta, coinvolgendo artisti di valore quali Lucia Gaeta e Simone Maria Anziano.

Quali programmi per il futuro?

I programmi per il futuro in termini di scrittura non ci sono, faccio il direttore di Teatro e credo che questa avventura nelle vesti di scrittrice, rimarrà unica!

Grazie

di Giuseppe Di Giacomo

Foto di scena di Giorgia Bisanti