Perché siete in silenzio per 40mila morti? Questa è la domanda rivolta agli organizzatori di una marcia contro la guerra in Iran, da parte di una donna iraniana che ha dovuto lasciare il Paese per poter vivere liberamente e lavorare e non ritrovarsi in carcere, o peggio, solo per aver espresso il desiderio e la volontà di studiare e lavorare. Si tratta di Leila Farahbakhsh , che vive e lavora a Firenze da 15 anni, la donna iraniana che ha interrotto il corteo per la pace a Firenze: “Perché non eravate in piazza contro lo sterminio del mio popolo?”; “Perché siete stati in silenzio con 40mila morti?”; “Perché si scende in piazza contro la guerra all’Iran e non si è scesi in piazza contro lo sterminio di migliaia di iraniani?”. Mi chiedo se questi pseudo pacifisti sanno veramente cosa significhi vivere o aver vissuto sotto una dittatura feroce, spietata, violenta come quella che speriamo venga finalmente estirpata dall’Iran. Perché tante giuste voci si sono levate a favore del popolo palestinese e solo adesso si parla dell’Iran ma solo per condannare l’azione di guerra di americani e israeliani. Questi manifestanti e i loro protettori sono gli stessi che non hanno fatto levare la propria voce contro l’aggressione in Ucraina da parte di Putin e la costante minaccia cinese nei confronti dei cittadini di Taiwan. Il silenzio più assordante viene dalle “femministe” per le quali i soprusi fatti alle donne iraniane, i massacri, le violenze, non sono state degne di una seppur minima lamentela. Per costoro i morti non sono tutti uguali. I bambini israeliani se soffrono per la guerra non devono ricevere un gesto di fraterna espressione pietosa perché il loro dolore non è quello dei bimbi palestinesi. Siamo nel mondo complessivo dell’ipocrisia dove c’è solo odio per quelli che non sono allineati sulle posizioni di una pur sempre minoranza che si ritiene portatrice della verità e della giustizia sociale ed invece rappresenta il peggio che ha potuto esprimere la società attuale e che può essere identificato in una sola espressione: fascismo rosso. I veri fascisti che stanno a sinistra e che addirittura premiano i violenti purché di sinistra. I professionisti del manganello e degli assalti urbani, protetti dalla stampa compiacente e da una magistratura allineata e quindi complice. Gli iraniani fanno festa nel vedere i propri oppressori finalmente soccombere nella speranza di democrazia e libertà, mentre i soliti del “campo largo” protestano a favore degli assassini. E’ diventata la normalità; l’abbiamo visto ancora di recente quando la moderna armata Brancaleone ha marciato contro l’intervento americano in Venezuela ed è stata contestata dagli esuli venezuelani. La storia farà giustizia di questi ipocriti che, purtroppo, nell’attualità stanno facendo danni irreparabili costruendo una società tossica e violenta. Il loro volto è di gente stravolta dall’odio, fotocopia di tristi epigoni passati che, in particolare, l’Italia pensava di aver sconfitto ma che purtroppo sono ricomparsi: i violenti di sempre, i fascisti di sempre, rossi, sempre più rossi!
di Domenico Salerno

