La tensione politica che da oltre un anno intercorre tra la comunità internazionale e la Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina avvenuta a febbraio 2022, si riverbera anche nel mondo dello sport. Una delle ultime decisioni in proposito è stata presa dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che ha escluso gli atleti provenienti da Russia e Bielorussia dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi.
Il direttore del CIO, James Macleod, ha dichiarato che gli atleti di Russia e Bielorussia, che parteciperanno come neutrali alle prossime Olimpiadi, non avranno il permesso di prendere parte alla parata delle delegazioni e delle squadre durante la cerimonia d’apertura. Questa restrizione verrà applicata anche alle Paralimpiadi, che prenderanno il via il 28 agosto, a poco più di due settimane dalla conclusione delle Olimpiadi.
La decisione del comitato esecutivo del CIO sembra quindi voler mantenere una posizione ferma nei confronti dei due Paesi, in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Gli atleti neutrali potranno tuttavia assistere all’evento dalle rive della Senna, insieme a centinaia di migliaia di persone tra francesi, appassionati e turisti, che si aspettano uno degli spettacoli più affascinanti dei Giochi.
Le misure adottate dal CIO non sono state restrittive solamente per la cerimonia d’apertura ma sono state estese anche ad altre competizioni. Nel corso dell’ultimo anno, le sanzioni hanno interessato numerosi sport, escludendo gli atleti russi e bielorussi da varie competizioni. Solo recentemente alcune discipline olimpiche – fatta eccezione per l’atletica – hanno iniziato ad allentare queste restrizioni, permettendo agli atleti di tornare a gareggiare sotto specifiche condizioni.
Un altro motivo di tensione tra il CIO e la Russia è emerso in merito all’organizzazione da parte di quest’ultima dei “Giochi dell’Amicizia”, iniziativa vista come un tentativo di politicizzazione dello sport. Il CIO ha condannato Mosca non tanto per la creazione di una competizione multisportiva esterna alla sua giurisdizione – altre esistono, come ad esempio i giochi del Commonwealth – quanto piuttosto per l’approccio adottato dalla Russia nell’organizzazione dell’evento. Attraverso una “offensiva diplomatica molto intensa”, il governo russo ha cercato di stabilire contatti diretti con altri governi mondiali, bypassando le organizzazioni sportive nazionali e violando così, secondo il CIO, la Carta Olimpica e diverse risoluzioni dell’ONU.
La situazione resta quindi complessa e le decisioni del CIO mostrano come la dimensione sportiva rimanga inevitabilmente intrecciata con quella politica, soprattutto in momenti di tensione internazionale come quelli attuali.
