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Provincia di Avellino, centrodestra nel caos: Spagnuolo arretra, Petitto punta su D’Alessio e D’Agostino immagina Picone

In AVELLINO, CAMPANIA, OPINIONE, POLITICA
Maggio 03, 2026
Centrodestra diviso sulla candidatura alla Provincia.

Il centrodestra irpino resta fermo al palo nella corsa alla Presidenza della Provincia di Avellino. Il candidato in pectore, Paolo Spagnuolo, sindaco di Atripalda, sembra infatti indietreggiare sotto i colpi bassi interni alla coalizione, in particolare quelli provenienti dal consigliere regionale di Forza Italia, Livio Petitto, sempre più orientato a sostenere la candidatura del sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio. Sullo sfondo emerge anche il nome del sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero, nel tentativo di recuperare i rapporti con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo la rottura consumatasi alle amministrative di Avellino per il mancato sostegno alla candidatura di Fabio Benigni.   Secondo indiscrezioni, la strategia costruita da Petitto sarebbe maturata già da mesi, consolidandosi nelle serate romane successive alle ultime elezioni regionali, quando Petitto e D’Alessio si sarebbero incontrati più volte nei locali di Via Veneto. Quello del primo cittadino di Mercogliano viene considerato un profilo trasversale, capace di raccogliere consensi ben oltre i confini del centrodestra.   D’Alessio, infatti, godrebbe anche della stima di ambienti ecclesiastici. Nota è la solida amicizia con l’Abate dell’Abbazia Territoriale di Montevergine, Riccardo Luca Guariglia. Ma non solo: il sindaco di Mercogliano avrebbe raccolto apprezzamenti anche tra amministratori di centrosinistra, soprattutto durante la sua esperienza alla guida dell’ATO rifiuti della provincia di Avellino, dove si sarebbe distinto per un approccio improntato al confronto con i sindaci piuttosto che a decisioni calate dall’alto.   Resterebbe invece ai margini, e senza reali possibilità, la candidatura di Marino Sarno, primo cittadino di Volturara Irpina. Le sue posizioni dialoganti e il sostegno espresso alle regionali nei confronti del consigliere del Partito Democratico, Maurizio Petracca, e dell’esponente di Italia Viva, Enzo Alaia, non gli avrebbero mai consentito di conquistare la fiducia di Petitto, nonostante il forte legame con Angelo Antonio D’Agostino.   In questo scenario di profonde divisioni interne, il centrodestra rischia seriamente di arrivare non competitivo all’appuntamento con il rinnovo della massima carica di Palazzo Caracciolo. Un appuntamento chiarificatore si terrà nelle prossime ore. D’Agostino intende persuadere i propri amministratori a rinunciare a una candidatura di partito e ad allargare il perimetro, puntando a intercettare gli scontenti del campo largo, e guardando con interesse alle possibili candidature di Fausto Picone e Rizieri Buonopane.

di Marco Iandolo