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Calo dei Mercati Europei e Valori Record per l’Oro in Vista delle Elezioni USA

In ECONOMIA
Ottobre 30, 2024

In queste settimane pre-elettorali negli Stati Uniti, i mercati europei mostrano segni di nervosismo, con Milano e Parigi che registrano un calo dell’1,5% e altre capitali che seguono a ruota. Questa tendenza decrescente arriva nonostante i positivi indicatori economici registrati sia in Europa che negli Stati Uniti, suggerendo una più robusta resilienza dell’economia globale di quanto previsto.

L’attenzione degli investitori si è spostata sugli asset considerati sicuri, come l’oro, che ha raggiunto il nuovo record di 2.789 dollari l’oncia. Anche il bitcoin resta saldo in prossimità dei suoi valori massimi, scambiato attorno ai 72.000 dollari, presagiando un possibile beneficio in caso di rielezione di Donald Trump come presidente degli USA.

Tuttavia, nonostante i segnali di forza dall’economia, con l’ultimo rapporto sul PIL degli USA che mostra una crescita del 2,8% e una sorprendente creazione di 233.000 posti di lavoro nel settore privato, superando le aspettative, i mercati non sembrano tranquillizzarsi. La forte performance economica sfuma le aspettative di un possibile taglio dei tassi d’interesse, particolarmente negli Stati Uniti dove la Federal Reserve si appresta a riunirsi la prossima settimana.

Nel frattempo, gli effetti dell’incontro sui bilanci delle aziende sono misti. Da un lato, abbiamo visto risultati superiori alle attese da giganti come Alphabet, mentre in Europa, aziende del calibro di Gsk, Amundi, Nexans, Campari, e Moncler hanno registrato cali significativi nei loro risultati trimestrali, contribuendo alla pressione sui loro titoli azionari. Contrariamente, Volkswagen ha sperimentato un modesto aumento, grazie ad un calo dei risultati meno severo del previsto.

Sul fronte domestico, il Pil italiano delude, rimanendo stazionario e non raggiungendo le aspettative degli analisti, influenzando negativamente il rendimento dei titoli di Stato italiani, che vedono i loro rendimenti salire al 3,59%. Lo spread con il Bund tedesco si è allargato, avvicinandosi alla soglia critica dei 127 punti base.

In ultimo, sul versante delle materie prime, il petrolio mostra segnali di ripresa con il WTI che aumenta del 1,7% raggiungendo i 68,3 dollari a barile e il Brent che segue a 72,3 dollari. Al contrario, il prezzo del gas naturale in Europa mostra una contrazione del 2,7%, scendendo a 41,7 euro per megawattora.

In conclusione, mentre i mercati globali vivono periodi di incertezza dettati da tensioni politiche e aspettative su politiche monetarie restrittive, gli investitori cercano sicurezza in beni rifugio, preparandosi a scenari economici e politici imprevedibili nei prossimi mesi. Affrontare queste sfide richiederà un occhio attento e una strategia di investimento ben ponderata.