Un dirigente del Comune di Benevento è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri mentre intascava una tangente di 4.000 euro in contanti. L’accusa nei suoi confronti è quella di concussione, uno dei reati più gravi contro la pubblica amministrazione. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, è il risultato di un’indagine avviata a seguito della denuncia di un libero professionista, amministratore di una società di progettazione locale. L’uomo, esasperato da una serie di ostacoli e ritardi, ha deciso di rivolgersi agli inquirenti raccontando una vicenda fatta di pressioni e richieste indebite. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il dirigente avrebbe abusato del proprio ruolo per rallentare deliberatamente l’iter di alcune pratiche edilizie. Tra richieste di integrazione documentale ritenute pretestuose e lungaggini burocratiche anomale, le istanze del professionista sarebbero state bloccate in una sorta di stallo artificiale, con l’obiettivo di creare una condizione di difficoltà economica e psicologica. Una strategia, secondo l’accusa, finalizzata a costringere la vittima ad accettare la richiesta di denaro. La cifra inizialmente pretesa sarebbe arrivata fino a 70.000 euro per garantire lo sblocco delle pratiche. L’arresto è scattato nel momento in cui il professionista, sotto il controllo delle forze dell’ordine, ha consegnato una prima tranche di 4.000 euro, denaro precedentemente segnato dalla polizia giudiziaria. Subito dopo lo scambio, i Carabinieri sono intervenuti fermando il dirigente. Il denaro è stato sequestrato e successivamente restituito al denunciante. Dalla Procura arriva, al momento, un messaggio chiaro: si tratterebbe di un episodio circoscritto. “Le condotte contestate attengono esclusivamente al profilo di responsabilità individuale del dirigente – è stato precisato – e non risultano estese né riconducibili ad altri settori o dinamiche gestionali della macchina amministrativa dell’Ente”. Le indagini, tuttavia, proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della trasparenza nella pubblica amministrazione e sul ruolo fondamentale delle denunce da parte dei cittadini, spesso decisive per far emergere situazioni di abuso di potere che altrimenti resterebbero sommerse.
di Marco Iandolo

