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Provincia di Avellino, verso il ricorso al Tar: il voto per il nuovo presidente può slittare dopo le amministrative

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Maggio 10, 2026
Il possibile ricorso al Tar di Salerno rischia di congelare le elezioni provinciali di Avellino, mentre nel centrosinistra esplode lo scontro tra conferme, nuove candidature e alleanze trasversali.

Un ricorso al Tar di Salerno promosso da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico potrebbe cambiare completamente il calendario politico della provincia di Avellino e rinviare le elezioni per il nuovo presidente della Provincia a dopo le amministrative di Avellino e Ariano Irpino.   È questa, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, la soluzione individuata dai due partiti per evitare la rottura definitiva del cosiddetto “campo largo”, ormai attraversato da tensioni e divisioni interne difficilmente ricomponibili sul piano politico.  Alla base dello scontro vi è soprattutto il nodo della successione – o della riconferma – del presidente uscente Rizieri Buonopane. Una parte della coalizione progressista spinge infatti per la continuità amministrativa con Buonopane, mentre un altro fronte ritiene che la guida di Palazzo Caracciolo debba essere assegnata ad un esponente di Italia Viva, individuato nell’area politica del consigliere regionale Enzo Alaia.

Lo scenario: Buonopane contro Palmieri

Nel caso in cui si andasse al voto senza rinvii, il confronto si trasformerebbe in una sfida politica interna al centrosinistra allargato.  Da un lato Buonopane, sostenuto da Socialisti, Movimento 5 Stelle, area mastelliana, Sinistra e da una parte del Partito Democratico. Dall’altro il consigliere regionale Maurizio Petracca che starebbe lavorando alla candidatura di Beniamino Palmieri, espressione dell’area di Italia Viva vicina ad Alaia.  Ma la frattura non riguarda soltanto il centrosinistra. Anche dentro Italia Viva si registrano divisioni profonde. Il sindaco di Candida e consigliere provinciale Fausto Picone non sarebbe infatti disposto a fare passi indietro rispetto alla propria candidatura alla presidenza della Provincia.

La mossa di Picone e l’asse con il centrodestra

Secondo quanto trapela dagli ambienti politici irpini, Picone avrebbe già avviato la raccolta firme ottenendo il sostegno di amministratori provenienti da circa venti comuni.  Il sindaco di Candida continua a ribadire di essere candidato “a prescindere”, forte anche di una rinnovata sintonia politica con Angelo Antonio D’Agostino, Gianluca Festa e con diversi amministratori vicini alla Lega.  Lo schema politico su cui starebbe lavorando Picone punterebbe ad un accordo istituzionale con il centrodestra, capace di blindare la sua eventuale elezione e, allo stesso tempo, garantire spazi agli alleati. Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore vi sarebbe anche quella di un approdo del sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo alla guida dell’Asi come compensazione politica per una eventuale rinuncia alla corsa per Palazzo Caracciolo.

La contestazione interna al Pd

Nel frattempo cresce anche il malcontento interno al Partito Democratico. A guidare la contestazione sono il sindaco di Grottaminarda e consigliere provinciale Marcantonio Spera e il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, che rivendicano maggiore centralità e protagonismo per il Pd alla luce dei risultati ottenuti nelle ultime competizioni elettorali, dalle regionali fino alle elezioni provinciali.  Secondo questa area democratica, il peso politico del partito non sarebbe adeguatamente rappresentato nelle trattative in corso per la presidenza della Provincia.

Il ricorso al Tar e le motivazioni giuridiche

In un clima di crescente tensione, la strada politica e quella della mediazione sembrano ormai insufficienti per ricomporre il quadro. Da qui l’ipotesi, sempre più concreta, di trasferire il confronto sul piano giudiziario attraverso un ricorso al Tar di Salerno.  Le motivazioni giuridiche alla base dell’iniziativa sarebbero le stesse sostenute da settimane dal sindaco di Montefredane Ciro Aquino, che ha più volte evidenziato criticità interpretative e procedurali legate alla tempistica delle elezioni provinciali in concomitanza con le imminenti amministrative. Un eventuale pronunciamento del tribunale amministrativo potrebbe dunque congelare la partita politica e rinviare tutto a dopo il voto nei principali comuni irpini, con effetti potenzialmente decisivi sugli equilibri del centrosinistra e sulle future alleanze provinciali.

di Marco Iandolo