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Interdittiva antimafia, il Consiglio di Stato ribalta il TAR: stop definitivo a società irpina

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Marzo 17, 2026
I giudici riconoscono un quadro indiziario solido e rapporti stabili con ambienti della criminalità organizzata. Confermata la linea dura dello Stato contro le infiltrazioni nell’economia legale.

Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla vicenda amministrativa che vede coinvolta una società irpina attiva nei settori del calcestruzzo e dell’edilizia, confermando in via definitiva l’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Avellino. Con la sentenza pubblicata il 16 marzo 2026, i giudici hanno accolto l’appello del Ministero dell’Interno, ribaltando la precedente decisione del TAR Campania (sezione di Salerno), che nel maggio 2025 aveva dato ragione all’azienda. Al centro della pronuncia, un articolato quadro indiziario costruito dalle forze dell’ordine e confluito nel dossier prefettizio. Secondo il Consiglio di Stato, gli elementi raccolti delineano una “prognosi di permeabilità criminale” fondata su dati molteplici e concordanti, capaci di dimostrare un rischio concreto e non occasionale di condizionamento mafioso.  La sentenza evidenzia come i rapporti con ambienti della criminalità organizzata non siano stati episodici, ma protratti nel tempo, incidendo in particolare sulle attività legate agli appalti pubblici. Tra gli elementi valorizzati dai giudici figurano precedenti penali dei soci, legami familiari con esponenti di rilievo della camorra e contatti documentati con soggetti vicini ai clan per operazioni economiche e amministrative, tra cui il recupero crediti. Non solo. Il provvedimento richiama anche connessioni con ulteriori indagini su infiltrazioni mafiose, comprese ipotesi di corruzione e turbative d’asta, oltre a rapporti con altre imprese già colpite da interdittive analoghe.  Ritenute deboli le difese della società, il Consiglio di Stato ha escluso la possibilità di ricorrere a misure meno incisive, come la prevenzione collaborativa, ritenendo invece necessario confermare l’interdittiva per tutelare l’economia legale.  La vicenda si inserisce in un contesto più ampio: lo stesso gruppo imprenditoriale è stato recentemente destinatario di un ulteriore provvedimento da parte della Prefettura di Firenze, relativo alla gestione di una struttura alberghiera. Con questa decisione definitiva si chiude un iter avviato nel dicembre 2023 con l’esclusione dalla “white list” prefettizia e proseguito con successivi riesami nel 2024. La pronuncia rafforza il principio secondo cui l’azione preventiva dello Stato rappresenta uno strumento essenziale per contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico.

di Marco Iandolo