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Dieci anni dal terremoto del Centro Italia: il ricordo delle 299 vittime e la ricostruzione che continua

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Agosto 24, 2026
Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò tra Accumoli e Arquata del Tronto. Amatrice fu tra i centri più colpiti, con 239 vittime. Nel decimo anniversario della tragedia, il Paese torna a ricordare quei 299 morti mentre resta aperta la sfida della ricostruzione.

Sono trascorsi dieci anni da quella notte che cambiò per sempre il volto del Centro Italia. Erano le 3.36 del 24 agosto 2016 quando una violenta scossa di terremoto, di magnitudo 6.0, colpì l’area compresa tra Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, nell’Ascolano.  In pochi secondi interi paesi furono devastati. Case, chiese e palazzi crollarono sotto la forza del sisma, lasciando dietro di sé macerie, dolore e una ferita profonda nelle comunità. Il bilancio fu drammatico: 299 persone persero la vita.   Tra i centri maggiormente colpiti ci fu Amatrice, divenuta negli anni il simbolo di quella tragedia. Nel paese reatino le vittime furono 239. Una cifra che, a dieci anni di distanza, continua a rappresentare una ferita difficile da rimarginare.  Oggi il ricordo torna al centro delle comunità colpite. Le celebrazioni hanno preso avvio nella notte, nel momento esatto in cui il terremoto colpì il territorio. Ad Amatrice, i 239 rintocchi delle campane, uno per ciascuna vittima, hanno scandito il momento della memoria, riportando alla mente quella notte drammatica e le tante storie spezzate.  Nel pomeriggio è attesa ad Amatrice anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che parteciperà alle iniziative organizzate per il decimo anniversario. La presenza delle istituzioni assume un significato particolare in una giornata nella quale il ricordo delle vittime si intreccia con le domande sul futuro dei territori terremotati.  Perché dieci anni dopo il sisma, accanto alla memoria, resta il tema della ricostruzione. Molto è stato fatto, ma il percorso non può ancora dirsi concluso. La rinascita dei centri colpiti procede tra cantieri, nuove abitazioni, edifici pubblici da recuperare e attività economiche che cercano di tornare a essere li.

di Fausto Sacco