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Avellino, Genovese (Eucratica) attacca: “Siamo arrivati all’assurdo, in città sembra esistere solo lo stadio”

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Ottobre 08, 2026
Il presidente del Movimento Eucratica ed ex consigliere comunale critica l’attenzione riservata alla vicenda dello stadio e richiama l’amministrazione sulle emergenze sociali: “Le famiglie che aspettano una casa e chi vive in alloggi comunali degradati meritano la stessa urgenza”.

“Siamo arrivati all’assurdo: ad Avellino sembra esistere soltanto lo stadio”. È una presa di posizione netta quella di Damiano Genovese, presidente del Movimento Eucratica ed ex consigliere comunale, che interviene nel dibattito politico cittadino puntando l’attenzione sulle priorità dell’amministrazione comunale e sulla necessità di non lasciare in secondo piano le emergenze sociali. Da settimane, osserva Genovese, la questione dello stadio monopolizza il confronto politico e istituzionale, tra riunioni, conferenze dei capigruppo, Consigli comunali, dichiarazioni e polemiche. Un’attenzione che, secondo l’esponente di Eucratica, rischia di condizionare l’agenda amministrativa, spostando il baricentro dell’azione pubblica verso una vicenda importante, ma non certamente l’unica a richiedere risposte. Nel suo intervento, Genovese replica anche alla posizione di D’Agostino, secondo cui sulla vicenda dello stadio si starebbe consumando una contrapposizione politica nei suoi confronti. Una lettura che l’ex consigliere comunale contesta, sollevando un interrogativo sul passato: se determinate soluzioni erano davvero percorribili e se lo stadio rappresentava una priorità tanto urgente, perché non si è arrivati a risultati concreti negli anni in cui, a suo giudizio, D’Agostino godeva di rapporti politici e istituzionali più favorevoli con la precedente amministrazione? Una domanda che si accompagna a un’altra considerazione: perché pretendere risposte immediate da un’amministrazione insediata da poco, quando la questione si trascina da tempo? Per Genovese, il confronto sullo stadio deve restare sul terreno dei fatti e delle responsabilità, senza trasformarsi in una pressione quotidiana capace di dettare tempi e scelte all’intero governo cittadino.

“Non si amministrano le priorità in base al rumore dei social”

Il passaggio più significativo della nota riguarda, però, proprio l’amministrazione comunale attualmente in carica. Genovese precisa di aver dichiarato fin dall’inizio la propria fiducia nell’esecutivo cittadino e di approvarne, fino a questo momento, l’operato. Una posizione che rende ancora più esplicito il suo richiamo: non lasciarsi condizionare dalla pressione mediatica e dalle polemiche che accompagnano ogni decisione legata al calcio. Il presidente di Eucratica riconosce il peso sociale e popolare del fenomeno calcistico, la capacità dei social network di amplificare le controversie e la difficoltà, per chi amministra, di sottrarsi alle contestazioni. Ma avverte che la gestione della città non può essere guidata dalla paura delle critiche o dal numero di persone pronte a manifestare il proprio dissenso. Da qui la domanda politica che attraversa l’intera nota: perché la stessa mobilitazione istituzionale non viene riservata alle condizioni degli alloggi comunali e alle difficoltà delle famiglie più fragili?

Alloggi comunali e disagio abitativo: “Una casa dignitosa viene prima”

Genovese richiama l’attenzione sulle criticità che, secondo la sua denuncia, interessano una parte del patrimonio abitativo comunale: infiltrazioni, problemi ai tetti, servizi insufficienti e situazioni in cui mancherebbero persino le forniture di gas. A queste condizioni si aggiunge la difficoltà di chi è ancora in attesa di un’abitazione. Sono questioni che, pur non occupando lo stesso spazio nel dibattito pubblico riservato allo stadio, incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Ed è proprio su questo terreno che l’ex consigliere comunale invita l’amministrazione a concentrare una parte maggiore delle proprie energie, sollecitando risposte concrete per chi vive in condizioni di disagio abitativo. Il punto, chiarisce Genovese, non è negare l’importanza dello stadio né sottrarsi alla necessità di affrontarne seriamente il futuro. La critica riguarda piuttosto il rischio che una singola vicenda finisca per assorbire quasi interamente l’attenzione politica, lasciando ai margini problemi che toccano bisogni essenziali. “Una casa dignitosa viene prima”, è il principio che sintetizza il suo ragionamento.

La sfida politica: restituire centralità ai bisogni della città

Il messaggio rivolto all’amministrazione è dunque un invito a mantenere autonomia nelle decisioni e a definire le priorità sulla base delle necessità reali della comunità, senza inseguire quotidianamente polemiche, pressioni mediatiche o campagne sui social. Per Genovese, governare significa anche saper resistere alle sollecitazioni più rumorose per dare voce a chi, spesso, non dispone degli strumenti per portare le proprie difficoltà al centro del dibattito pubblico. La vicenda dello stadio resta aperta e merita, nella sua prospettiva, un confronto serio e responsabile. Ma Avellino, conclude il presidente di Eucratica, non può essere identificata esclusivamente con il calcio e con le polemiche che lo accompagnano. La vera priorità, secondo Genovese, è una città capace di ascoltare tutti i suoi cittadini, soprattutto quelli che chiedono risposte su casa, dignità e condizioni di vita. Perché il consenso e il rumore di una tifoseria non possono diventare il metro con cui stabilire quali problemi meritino di essere affrontati per primi.

di Marco Iandolo