La sentenza di primo grado nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pubblici che ha coinvolto l’ex presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, riaccende il dibattito politico e istituzionale nel Sannio. A chiedere un passo indietro dai ruoli attualmente ricoperti è Ignazio Catauro, presidente di Unimpresa Irpinia Sannio, che sollecita formalmente le dimissioni di Di Maria dalla presidenza del GAL Alto Tammaro e dell’associazione Sannio Smart Land. Secondo Catauro, la questione trascende il piano strettamente giudiziario e investe quello dell’opportunità politica e istituzionale. “Non è più una questione giudiziaria. È una questione di opportunità, credibilità e rispetto delle istituzioni”, afferma il presidente di Unimpresa, precisando al tempo stesso il rispetto per il principio di non colpevolezza e per il diritto dell’ex amministratore a far valere le proprie ragioni nei successivi gradi di giudizio. Al centro della riflessione vi è il ruolo strategico svolto dai due organismi per lo sviluppo delle aree interne. Il GAL Alto Tammaro e Sannio Smart Land operano infatti nella programmazione territoriale, nella gestione di progetti finanziati con risorse pubbliche e nel coordinamento dei rapporti tra imprese, enti locali e istituzioni regionali e nazionali. “Parliamo di enti che gestiscono programmazione, sviluppo territoriale, fondi pubblici e relazioni istituzionali fondamentali per il territorio. In queste condizioni non è più possibile fare finta di nulla”, sostiene Catauro. La presa di posizione assume un peso particolare anche in considerazione del ruolo ricoperto da Unimpresa Irpinia Sannio all’interno del GAL Alto Tammaro. L’associazione è infatti tra i soci fondatori dell’ente e detiene una quota superiore al 9% del capitale sociale. Per il presidente di Unimpresa, la permanenza di Di Maria alla guida degli organismi rischierebbe di esporre le strutture a un inevitabile confronto mediatico e politico, con possibili ripercussioni sull’immagine e sulla credibilità delle stesse. Da qui la richiesta di un gesto di responsabilità istituzionale volto a tutelare il lavoro svolto dagli enti e a preservarne l’autorevolezza. Contestualmente, Catauro ha annunciato l’intenzione di chiedere la convocazione urgente degli organi sociali del GAL Alto Tammaro, affinché tutti i soci possano confrontarsi apertamente sulla situazione e valutare le iniziative ritenute più opportune per garantire stabilità e continuità all’azione dell’ente. “Chi ama veramente le istituzioni sa che esistono momenti in cui un passo indietro non rappresenta una sconfitta personale, ma un atto di rispetto verso la comunità che si rappresenta”, conclude Catauro, ribadendo la necessità di assicurare agli enti una guida non esposta a polemiche o elementi di divisione. La vicenda è destinata ad alimentare il confronto politico nelle prossime settimane, mentre resta aperto il percorso giudiziario che vede coinvolto l’ex presidente della Provincia e che potrà svilupparsi nei successivi gradi di giudizio.
di Marco Iandolo


