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Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola: per la Procura sarebbe il mandante

In CRONACA, IN EVIDENZA, REGIONI
Agosto 10, 2026
L’imprenditore ed ex giornalista-editore è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo. La misura cautelare è stata disposta dal gip di Roma nell’inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi. Contestato anche il metodo mafioso.

È finito in carcere Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista-editore, accusato di essere il mandante dell’attentato ai danni del giornalista di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia, alle porte di Roma.  La misura cautelare è stata emessa dal Gip di Roma nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Capitale e dal procuratore Francesco Lo Voi. Nel procedimento viene contestato anche il metodo mafioso. A eseguire l’arresto sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lavitola avrebbe avuto un ruolo centrale nella pianificazione dell’attentato, assumendo il ruolo di presunto mandante. L’inchiesta punta quindi a ricostruire non soltanto chi avrebbe materialmente preparato e realizzato l’azione, ma soprattutto la catena di rapporti che avrebbe portato alla sua ideazione e organizzazione.  È proprio questo uno degli aspetti più delicati dell’indagine: individuare il livello decisionale e i collegamenti tra i diversi soggetti finiti sotto la lente degli investigatori.  L’attentato contro Ranucci aveva fatto scattare immediatamente una complessa attività investigativa. Gli accertamenti dei carabinieri hanno portato all’analisi dei tabulati telefonici e telematici, dei movimenti registrati dalle celle telefoniche nell’area interessata e degli elementi raccolti sui veicoli utilizzati nelle fasi preparatorie.  Un ruolo importante avrebbero avuto anche gli accertamenti sui telefoni cellulari degli indagati, attraverso i quali gli investigatori avrebbero ricostruito contatti, comunicazioni e spostamenti ritenuti compatibili con la preparazione dell’attentato.  L’arresto di Lavitola rappresenta dunque un passaggio significativo dell’inchiesta. L’accusa sostiene che l’imprenditore ed ex editore non sarebbe stato una figura marginale, ma avrebbe occupato il vertice della presunta organizzazione, impartendo indicazioni per arrivare alla realizzazione dell’attentato. La vicenda giudiziaria è ora destinata a svilupparsi attraverso gli interrogatori e gli ulteriori accertamenti disposti nell’ambito dell’inchiesta. Le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio della magistratura nel corso del procedimento e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Resta, però, il dato investigativo destinato a segnare una nuova fase del caso Ranucci: per la Procura di Roma, dietro l’attentato ci sarebbe un livello organizzativo e decisionale che porta direttamente a Valter Lavitola.

di Marco Iandolo