Acque agitate all’Alto Calore. Mentre si avvicina il 24 settembre, data indicata per la relazione dei commissari al giudice sul pagamento delle rate del concordato, sul futuro della presidenza De Felice si addensano nuove tensioni politiche. Secondo alcuni sindaci, i consiglieri regionali Vincenzo Alaia e Maurizio Petracca sarebbero al lavoro per verificare l’esistenza di una maggioranza tra i soci favorevole a un cambio al vertice della società di corso Europa. Un’operazione che, se confermata, metterebbe in discussione una presidenza voluta da Fulvio Bonavitacola e sostenuta da Roberto Fico. All’origine delle tensioni ci sarebbe soprattutto l’autonomia rivendicata da De Felice nella gestione. A pesare nei rapporti con i riferimenti politici irpini sarebbero alcune scelte, dalla stabilizzazione dei lavoratori somministrati alla nomina di Pasqualino Ruggiero a direttore generale. Decisioni che avrebbero alimentato il malcontento di chi chiederebbe un maggiore coinvolgimento negli indirizzi della società. Un passaggio significativo sarebbe avvenuto giovedì sera, durante una riunione nella segreteria di Alaia ad Avellino, alla presenza di alcuni sindaci. In quella sede sarebbe stata discussa l’ipotesi di promuovere una richiesta di convocazione dell’assemblea dei soci, con l’obiettivo politico di mettere in discussione l’attuale presidenza. A farsi carico dell’iniziativa potrebbe essere il sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri, indicato come figura centrale nel confronto anche per il suo ruolo nell’organismo di governo dell’ambito idrico. La mossa sarebbe condivisa con Petracca, che preferirebbe tuttavia mantenere una posizione meno esposta per preservare i rapporti con Fico e Bonavitacola. A rendere più delicato il quadro sarebbe proprio la recente visita di Fico all’Alto Calore: una presenza interpretata come un segnale di sostegno a De Felice e alla linea della gestione pubblica dell’acqua. Un eventuale tentativo di sostituzione assumerebbe quindi un significato politico che andrebbe oltre gli equilibri interni alla società. Nelle ricostruzioni circolano già ipotesi sui possibili incarichi. Petracca punterebbe a una posizione dirigenziale per Lello De Stefano, mentre l’indicazione della presidenza farebbe riferimento all’area di Alaia. I nomi evocati sarebbero quelli di Mimmo Biancardi e Franco De Cicilia. Si tratta, allo stato, di indiscrezioni da verificare, che non consentono di considerare definito un accordo. La partita si aprirebbe in una fase particolarmente difficile per Alto Calore, tra debiti, impegni del concordato e necessità di investimenti sulle reti. Sullo sfondo resta anche il nodo dei 70 milioni destinati agli interventi idrici, il cui definanziamento viene richiamato tra le criticità del territorio. Le prossime ore diranno se il confronto si tradurrà in una richiesta formale dei soci. Il punto politico è già evidente: mentre la società affronta scadenze decisive per il proprio futuro, prende forma una contesa sul suo governo. Una contesa nella quale il risanamento e la qualità del servizio ai cittadini dovrebbero avere la precedenza su qualsiasi equilibrio tra incarichi e appartenenze.
di Marco Iandolo

