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Avellino, droga e smartphone lanciati con i droni: sventato nuovo tentativo nella Casa circondariale

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Marzo 07, 2026
La Polizia Penitenziaria intercetta un pacco con sostanze stupefacenti e due telefoni di ultima generazione nei pressi della struttura. Il sindacato UIL FP lancia l’allarme: “Fenomeno sempre più diffuso, servono strumenti tecnologici adeguati”.

Ancora un tentativo di introdurre droga e telefoni cellulari all’interno della Casa circondariale di Avellino attraverso l’utilizzo di droni. Un fenomeno che, negli ultimi tempi, sembra diventare sempre più frequente e che desta forte preoccupazione tra gli operatori della sicurezza penitenziaria. Nella serata di ieri, durante un servizio di controllo nelle aree esterne al perimetro della struttura, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno rinvenuto un pacco sospetto contenente sostanza stupefacente e due smartphone di ultima generazione. Il materiale, con ogni probabilità, era destinato a essere recuperato e successivamente introdotto illegalmente all’interno dell’istituto penitenziario. Il tentativo è stato sventato grazie alla prontezza e alla costante vigilanza del personale in servizio, che ha impedito l’ennesimo episodio di traffico illecito all’interno del carcere. A denunciare la gravità della situazione è Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, che ha sottolineato come solo pochi giorni fa gli agenti abbiano già intercettato un altro tentativo simile, sempre attraverso l’utilizzo di droni, finalizzato all’introduzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

“Siamo di fronte a un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante – ha dichiarato Troise – che la Polizia Penitenziaria combatte quotidianamente con grande professionalità, senso dello Stato e spirito di sacrificio, nonostante la carenza di adeguati strumenti tecnologici”.  Da qui l’appello alle istituzioni affinché la problematica non venga sottovalutata. Secondo il sindacalista, infatti, è necessario investire con decisione in sistemi tecnologici in grado di contrastare efficacemente l’utilizzo dei droni e le attività illecite che ruotano attorno agli istituti penitenziari.   “È fondamentale dotare il personale di strumenti adeguati per prevenire e contrastare questi tentativi – ha aggiunto Troise – perché dietro episodi del genere potrebbe celarsi una rete criminale organizzata molto più ampia”. L’episodio riaccende dunque i riflettori sul tema della sicurezza nelle carceri italiane e sull’utilizzo sempre più sofisticato della tecnologia da parte della criminalità per aggirare i controlli.

di Marco Iandolo