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Avellino, il terzo commissariamento e la sfida di ricostruire il rapporto con la città

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Marzo 08, 2026
Dalla crisi delle amministrazioni alla necessità di un nuovo metodo politico: partecipazione, politiche sociali e valorizzazione dei beni pubblici al centro della proposta di Avellino Prende Parte.

“Il terzo commissariamento del Comune di Avellino in pochi anni non è soltanto un dato amministrativo. È il segno evidente di un fallimento politico ripetuto nel tempo e dell’incapacità di costruire un’amministrazione stabile e radicata nella città. Negli ultimi anni si sono alternate esperienze politiche diverse ma accomunate da un esito simile. Prima un’amministrazione di centrosinistra che ha progressivamente logorato il rapporto con la città, fino a lasciare spazio a un indistinto populismo capace persino di flirtare con il centrodestra. Poi un’amministrazione di centrodestra che, dopo essersi presentata come “civica”, è implosa prima ancora di completare il primo anno di mandato. In questo scenario, le gestioni commissariali si sono limitate all’ordinaria amministrazione, ma sono bastate per ricevere il plauso di una cittadinanza ormai stanca dell’immobilismo, delle promesse irrealistiche e delle logiche clientelari. Il risultato è una città che non si sente amministrata e che percepisce le istituzioni come distanti dai propri bisogni. Con le elezioni comunali previste per la primavera del 2026, il centrosinistra si trova di fronte a un’occasione importante: fare i conti con gli errori del passato e ricostruire un rapporto autentico con la città. Per farlo servirebbe però partire dai contenuti e dai bisogni reali, non dai nomi o dagli equilibri tra partiti. L’esclusione di Avellino Prende Parte dal tavolo di coalizione – insieme ad altre realtà civiche che negli anni hanno rappresentato una parte del campo progressista – è il segnale di una politica che continua a evocare il civismo solo quando serve raccogliere voti. Una scelta politica che rischia di riprodurre gli stessi errori del passato. Eppure Avellino non è una città astratta. Esistono problemi concreti che richiedono risposte altrettanto concrete. A partire dal diritto alla casa: centinaia di famiglie attendono un alloggio popolare mentre esistono abitazioni pubbliche nuove ancora inutilizzate. Allo stesso tempo, giovani e lavoratori precari si trovano stretti tra un mercato immobiliare bloccato dalla speculazione e un lavoro sempre più povero. Migliaia di persone – spesso giovani e spesso donne – sono intrappolate in part-time involontari, appalti al ribasso o lavori irregolari. Proprio per contrastare queste condizioni, era stata proposta l’introduzione del salario minimo negli appalti comunali, ma la proposta è stata respinta. Un programma realmente progressista dovrebbe inoltre mettere al centro il patrimonio pubblico, valorizzando gli spazi della città attraverso forme di co-programmazione e co-gestione con associazioni e cittadini. Non come semplice concessione, ma come modello maturo di amministrazione condivisa capace di rafforzare il legame tra comunità e territorio. Anche la gestione dell’acqua pubblica dovrebbe tradursi in scelte concrete: maggiore trasparenza nella governance del servizio, investimenti per la rete idrica e strumenti di partecipazione e controllo da parte della cittadinanza. Le scuole, inoltre, possono tornare a essere il cuore della vita dei quartieri: non solo luoghi di istruzione, ma spazi culturali e sociali aperti alla comunità. Una politica municipale sugli edifici scolastici e sulla loro apertura oltre l’orario didattico rappresenterebbe una vera politica di welfare urbano. Infine, il trasporto pubblico locale resta una leva fondamentale per garantire accesso al lavoro, ai servizi e alla vita sociale. Migliorarne frequenze, copertura territoriale e accessibilità significa promuovere una concreta politica di equità. Sono queste le coordinate che, negli anni, Avellino Prende Parte ha portato nelle istituzioni e sul territorio. Non come semplice lista elettorale o come contenitore di posizioni particolari, ma come realtà civica impegnata a rappresentare i bisogni concreti della città. Perché il centrosinistra può vincere – e soprattutto governare bene – solo se apre davvero il campo senza svuotarlo di contenuti. Quando invece si riduce a un accordo tra pochi notabili per spartirsi candidature e assessorati, il risultato è già stato visto. La partecipazione di Avellino Prende Parte alle prossime elezioni non è dunque automatica né scontata. Dipenderà dai contenuti e dai confini politici della proposta che verrà costruita. La politica, infatti, non si esaurisce nelle competizioni elettorali. Ma nessuna amministrazione può davvero governare una città senza coinvolgere i cittadini, senza rappresentarne i bisogni e senza mobilitare le energie migliori della comunità” conclude la nota Francesco Iandolo di Avellino Prende Parte.

di Marco Iandolo