Due giornate di dibattito, riflessione e confronto su uno dei temi più delicati e attuali del panorama politico italiano: il ruolo del cattolicesimo nella vita pubblica. Il 27 e 28 marzo, presso la sala conferenze del Viva Hotel di Avellino, si terrà l’“Assemblea degli Esterni” della Democrazia Cristiana, dedicata al tema: “Cattolicesimo politico, abbiamo ancora qualcosa da dire?”. L’iniziativa si propone come un momento di approfondimento e rilancio del pensiero politico di ispirazione cristiana, in un contesto nazionale ed europeo caratterizzato da profondi cambiamenti sociali, economici e culturali. Al centro del dibattito, il tentativo di comprendere se e come i valori del cattolicesimo politico possano ancora incidere nella costruzione delle politiche pubbliche e nel rinnovamento della classe dirigente. L’evento vedrà la partecipazione di numerosi esponenti del mondo politico, istituzionale, accademico e culturale. Tra i relatori figurano nomi di primo piano come Alfredo Antoniozzi, Mara Carfagna, Pierluigi Castagnetti, Luciano Ciocchetti, Beppe Fioroni, Raffaele Fitto, Mariastella Gelmini, Roberto Lagalla, Mario Landolfi, Matteo Piantedosi, Luigi Sbarra, Enzo Scotti, Vincenzo Spadafora e Bruno Tabacci, affiancati da una vasta platea di studiosi, amministratori e rappresentanti della società civile. Un parterre ampio e trasversale che testimonia la volontà di aprire un confronto inclusivo, capace di andare oltre gli steccati partitici e di interrogarsi sul futuro di una tradizione politica che ha segnato profondamente la storia della Repubblica italiana. I lavori prenderanno il via venerdì 27 marzo alle ore 16 e proseguiranno per l’intera giornata di sabato 28 marzo, con conclusione prevista alle ore 20. Il programma si articolerà in interventi, tavole rotonde e momenti di discussione, con l’obiettivo di elaborare proposte e visioni per il futuro. In un tempo segnato da crisi di rappresentanza e da una crescente distanza tra cittadini e istituzioni, l’appuntamento di Avellino si candida a essere non solo un’occasione di memoria e identità, ma anche un laboratorio di idee per ripensare il ruolo del cattolicesimo politico nel XXI secolo.
di Marco Iandolo

