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Avellino piange l’ex sindaco Angelo Romano: il ricordo di Gianfranco Rotondi

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Marzo 21, 2026
Dalla guida della città negli anni della transizione politica al legame umano con colleghi e allievi: il profilo di un amministratore che ha segnato un’epoca difficile

La città di Avellino è in lutto per la scomparsa improvvisa di Angelo Romano, professore e sindaco emerito, protagonista della vita amministrativa locale negli anni più complessi della storia recente italiana. A ricordarlo con parole cariche di stima e affetto è Gianfranco Rotondi, che ne traccia un ritratto umano e politico intenso. Romano guidò Avellino nella prima metà degli anni Novanta, durante il delicato passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Un periodo segnato dalla crisi della Democrazia Cristiana e dalla trasformazione del sistema politico nazionale. A differenza dei suoi predecessori, non visse gli anni del massimo splendore della città, ma seppe affrontare con determinazione una fase di cambiamento e difficoltà. Il suo mandato fu caratterizzato soprattutto da un forte impegno nel risanamento finanziario dell’ente, in un contesto economico non semplice. Tuttavia, Romano non fu solo un amministratore attento ai conti pubblici: dimostrò anche sensibilità politica, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di amministratori e professionisti. Tra questi, figure come Augusto Pistolesi e Angelo Picariello, che si sono poi affermate rispettivamente nel giornalismo e nell’alta amministrazione. Nel ricordo di Rotondi emerge anche il lato più umano del rapporto con Romano: un legame fatto di confronto, talvolta acceso, ma sempre sincero. Discussioni animate che si concludevano con un abbraccio, nel segno di una tradizione politica, quella democristiana, basata su relazioni solide e rispetto reciproco.  “La storia della Dc – sottolinea Rotondi – non è stata solo quella delle prime linee, ma soprattutto quella degli uomini che ne presidiavano consenso e credibilità nei territori”. Angelo Romano incarnava proprio questo spirito: un uomo delle istituzioni, profondamente radicato nella sua comunità.    Con la sua scomparsa, Avellino perde non solo un ex sindaco, ma un punto di riferimento di una stagione politica che ha lasciato un segno nella storia locale e nazionale.  Buon viaggio, professore.

di Marco Iandolo