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Campi Flegrei, la protesta arriva a Roma: “Il tempo è scaduto”

In ATTUALITA', CAMPANIA, NAPOLI
Ottobre 01, 2026
Il nuovo decreto annunciato dal Governo non ferma la mobilitazione dei territori. Cittadini, associazioni, sindacati e amministratori chiedono risorse certe, interventi strutturali e tempi rapidi per il ritorno alla normalità.

L’annuncio del nuovo provvedimento sui Campi Flegrei non basta a fermare la protesta. Nei territori di Pozzuoli, Bacoli, Bagnoli, Quarto e Monte di Procida cresce la preoccupazione per una situazione che, a due mesi dalla forte scossa del 31 luglio, continua a pesare sulla vita quotidiana di migliaia di persone.  Per giovedì 8 ottobre è prevista a Roma una grande manifestazione promossa dai comitati territoriali, alla quale parteciperanno cittadini, associazioni, sindacati e amministratori locali. Al centro della mobilitazione ci sono le richieste di maggiori risorse, tempi certi per gli interventi e misure concrete per le famiglie e le attività economiche colpite dall’emergenza.  Durante il question time alla Camera, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha illustrato le linee del nuovo decreto, elaborato d’intesa con la Regione Campania. Tra le misure annunciate figurano una governance unica con maggiore accentramento delle responsabilità, poteri speciali e una catena decisionale più rapida, oltre a incentivi per la delocalizzazione volontaria dei cittadini residenti nelle aree maggiormente esposte al rischio.  Previsto anche un fondo pluriennale per la mitigazione dei rischi e l’adeguamento delle infrastrutture, mentre proseguirà il piano per la riduzione della vulnerabilità sismica, finanziato con 20 milioni di euro l’anno dal 2025 al 2029.   “Dobbiamo virare dall’eterna emergenza a una seria prevenzione strutturale”, ha sottolineato Musumeci, spiegando la necessità di un riordino complessivo delle misure finora adottate.  Ma dai territori arriva una richiesta di interventi immediati. Secondo i dati riportati nel bilancio dell’emergenza, sono ancora 2.384 i nuclei familiari fuori casa, per un totale di 5.603 persone sfollate o costrette a sistemazioni precarie. Una situazione che, secondo i comitati, sta avendo ripercussioni anche sul commercio e sul turismo.  Le opposizioni chiedono quindi che al nuovo decreto seguano risorse effettive e tempi di attuazione definiti. Il deputato M5S Antonio Caso ha sollecitato interventi per consentire il rientro in sicurezza degli sfollati, insieme a un piano strutturale per l’edilizia e a misure di sostegno per le imprese locali.  Sulla stessa linea la senatrice del Partito Democratico Valeria Valente, che ha chiesto “risorse adeguate, tempi certi e strumenti efficaci”, sottolineando come il bradisismo rappresenti una questione strutturale per l’intera area flegrea.  La manifestazione dell’8 ottobre sarà dunque un banco di prova per il rapporto tra Governo e territori. I cittadini chiedono che alle dichiarazioni seguano provvedimenti concreti: la parola d’ordine, ormai, è una sola, intervenire senza ulteriori rinvii.

di Marco Iandolo