Niente suggestioni straniere né modelli politici da importare senza considerare le specificità italiane. Per Clemente Mastella, il centrosinistra deve ripartire dalle esperienze amministrative di Napoli e della Campania, dove l’alleanza con l’area moderata ha rappresentato un fattore determinante per la vittoria e per la tenuta del governo. Il segretario nazionale di Noi di Centro, intervenuto all’inaugurazione della sede provinciale del partito in via Paul Harris a Caserta, richiama l’attenzione sulle differenze tra il quadro politico italiano e quello internazionale. Dalla mobilitazione giovanile che ha caratterizzato New York fino all’esperienza spagnola di Pedro Sánchez, secondo Mastella, le dinamiche estere non possono essere trasferite automaticamente nel contesto nazionale, dove l’astensionismo dei giovani e il peso elettorale delle generazioni più anziane richiedono una riflessione specifica. Al centro dell’intervento anche il tema delle primarie, considerate dal leader di NdC un possibile fattore di divisione. Il riferimento è alla sfida del 2016 tra Bernie Sanders e Hillary Clinton: una competizione interna che, secondo la lettura di Mastella, contribuì a demotivare una parte dell’elettorato democratico, favorendo la vittoria di Donald Trump. Da qui l’avvertimento rivolto a Elly Schlein: evitare che il confronto interno finisca per indebolire la coalizione. La linea indicata da Mastella è chiara: superare veti e pregiudizi, senza cedere ai radicalismi. In un sistema elettorale nel quale pochi voti possono fare la differenza, il Centro rappresenta, a suo giudizio, una risorsa politica e numerica imprescindibile. A sostegno della sua tesi, il leader di Noi di Centro richiama il risultato dell’Udeur alle elezioni del 2006, quando il contributo dell’area centrista fu importante per la vittoria della coalizione guidata da Romano Prodi. Il messaggio finale è un monito al centrosinistra: senza una credibile componente moderata, il progetto del “campo largo” rischia di perdere proprio quei consensi necessari per arrivare a Palazzo Chigi.
di Marco Iandolo

