La denuncia di Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino, che lancia un allarme su un fenomeno in crescita anche in Irpinia, in linea con quanto accade nel resto del Paese.
Il governatore uscente accetta di rimuovere il proprio nome dalla lista “Campania a testa alta”. Restano tensioni sul codice etico dei candidati e sul ruolo dei fedelissimi deluchiani.
Le due regioni meridionali superano di oltre il doppio la media Ue del 21 per cento: la Campania è al 43,5 per cento, la Calabria al 48,8. Dobbiamo invertire questo trend.
La Lega di Avellino, come precisato in una nota ufficiale, ha conferito mandato a un legale per individuare e perseguire i responsabili dei commenti ritenuti diffamatori.
Con questa nomina, la Lega rafforza la propria presenza nei territori campani e punta a valorizzare figure con un profilo istituzionale e un impegno diretto sui temi della legalità.
Una cosa è certa: per la prima volta, Avellino sarà il teatro di uno scontro diretto tra due sindaci che hanno condiviso la stessa esperienza amministrativa.
Tra i nuovi aderenti figurano il presidente della provincia di Caserta, due presidenti di Comunità Montana, due consiglieri provinciali, 20 sindaci, 20 assessori con incarico di vicesindaco e quattro presidenti di Consiglio comunale.