Il 2024 segna un altro importante appuntamento per il clima globale con l’apertura della 29ª Conferenza delle Parti (Cop29), tenutasi a Baku, in Azerbaigian. Dal 11 al 22 novembre, rappresentanti di 198 nazioni si confrontano per intensificare la lotta contro il cambiamento climatico, affrontando un tema cruciale: la ristrutturazione del finanziamento climatico internazionale.
La cerimonia di inaugurazione, avvenuta alle ore 11 locali, ha visto la partecipazione di figure chiave come Sultan Ahmed Al Jaber, ex presidente della Cop28 di Dubai, Mukhtar Babayev, attuale presidente della Cop29, e Simon Stiell, Segretario Esecutivo della United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc). L’evento, oltre a essere un ritrovo annuale per riaffermare e aggiornare gli impegni ambientali, serve come terreno di confronto per adeguare le dinamiche di supporto finanziario ai paesi vulnerabili agli impatti del clima.
Una delle sfide principali per i delegati è la definizione del New Collective Quantified Goal (Ncqg), uno strumento designato a delineare il nuovo corso per il finanziamento climatico. L’obiettivo è superare la soglia dei 100 miliardi di dollari, cifra promessa nella Cop16 di Copenaghen per il periodo 2010-2025, ampliando il perimetro dei donatori e integrando, oltre ai fondi pubblici, le risorse provenienti dalle Banche Multilaterali di Sviluppo e dal settore privato.
Negli ambienti accademici e nei think tank, come quello dell’Ecco, vi è un forte consenso sull’importanza cruciale di questa conferenza. Nonostante alcune voci critichino la Cop29 come un preludio minore alla più attesa Cop30 in Brasile, dove sarà richiesta una revisione complessiva degli impegni di decarbonizzazione degli stati, l’accordo sul finanziamento climatico che si spera venga raggiunto a Baku potrebbe rappresentare un punto di svolta. Stabilire risorse finanziarie solide e affidabili è fondamentale per consentire ai paesi meno abbienti di pianificare e implementare strategie efficaci di mitigazione e adattamento climatico.
L’agenda della Cop29 non si limita tuttavia alla sola questione finanziaria. Nel corso dei giorni, i dialoghi si articoleranno anche su altri temi essenziali, come l’incremento delle tecnologie sostenibili, la cooperazione internazionale per il trasferimento tecnologico e la promozione delle energie rinnovabili. Il tutto inserito in un quadro diplomatico complesso, che dovrà equilibrare le esigenze economiche e industriali dei paesi sviluppati con quelle, più urgenti, di protezione e sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo.
L’efficacia di questa edizione della Cop29 sarà misurabile non solo dall’esito delle negoziazioni correnti ma anche dall’impatto a lungo termine delle politiche adottate. La speranza è che Baku 2024 possa essere ricordata come il luogo dove la comunità internazionale ha compiuto passi concreti verso un futuro più equo e sostenibile per il pianeta. Di fronte alle minacce crescenti dell’instabilità climatica, ogni azione conta e ogni decisione può fare la differenza.
