Il 22 ottobre 2022 segnava l’inizio di una nuova era nella politica italiana con l’insediamento del governo Meloni. A due anni di distanza, è possibile delineare un quadro delle politiche e delle iniziative che hanno definito questo biennio.
Uno degli accordi più significativi è stato quello con l’Albania, finalizzato nel 2023, che ha visto la costruzione di due strutture per accogliere migranti salvati nel Mediterraneo, con una capacità complessiva di gestione annuale che si aggira tra le 36.000 e le 39.000 persone.
Nel settore della politica estera, l’Italia ha mostrato un forte sostegno all’Ucraina durante il persistente conflitto con la Russia, continuando a fornire assistenza militare. Nonostante alcune riserve sulla leadership della Commissione Europea, Giorgia Meloni ha mantenuto rapporti apprezzabili con Ursula von der Leyen, dando spazio a figure italiane in posizioni di rilievo all’interno dell’UE, come Raffaele Fitto, nominato vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle Riforme.
Nel settore della giustizia, l’abolizione dell’abuso di ufficio e la discussione sulla separazione delle carriere rappresentano tappe importanti di un percorso di riforma che si prospetta ancora lungo e complesso.
Riguardo alle politiche di autonomia e governance, è stata consolidata l’autonomia differenziata, mentre si procede verso il progetto di premierato, che vorrebbe vedere un cambio nella modalità di elezione del presidente del Consiglio.
La sicurezza interna ha visto misure severe, come il decreto contro i rave party, che prevede pene severe per gli organizzatori di eventi non autorizzati, e la regolamentazione stringente dell’uso di cannabis light.
Le politiche industriali hanno contemplato accordi significativi come quello con Lufthansa per Ita Airways e interventi statali in aziende grandi come Mps e ArcelorMittal, segnalando un approccio hands-on del governo nel settore.
In ambito fiscale, l’attuazione del taglio del cuneo fiscale e la riformulazione delle aliquote IRPEF hanno rappresentato passi significativi verso una semplificazione del sistema tributario, mentre l’introduzione dell’assegno di inclusione sostituisce il reddito di cittadinanza, modificando l’approccio alle politiche di sostegno.
Le politiche sulla natalità hanno visto l’introduzione di benefici migliorativi per le famiglie con figli e misure punitive severe come la criminalizzazione universale della maternità surrogata.
Non meno importante è l’uso estensivo di decreti e la richiesta frequente di voti di fiducia, che hanno caratterizzato un governo attivo, seppur non privo di controversie.
Le critiche al governo non si sono fatte attendere: Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, denuncia tagli nei settori vitali come la sanità e i trasporti pubblici, accanto a una sottovalutazione dell’emergenza climatica.
In questo contesto, Giorgia Meloni alla vigilia del secondo anniversario del suo mandato ribadisce l’impegno del suo governo verso la crescita e il consolidamento dell’Italia su scala internazionale, promettendo di perseverare nonostante le critiche.
In conclusione, il governo Meloni si presenta come un esecutivo di forte impatto, con decisioni audaci che hanno riformato significativi settori della politica e dell’economia italiana, una direzione chiara ma non senza momenti di frizione interna e questioni aperte che continueranno a definire il suo percorso nei prossimi anni.
