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Enti Locali Soffocati da Debiti Energetici: Bollette alle Stelle.

In ECONOMIA
Marzo 24, 2024

La crisi energetica si abbatte con forza sugli enti locali italiani, lasciandoli alle prese con una montagna di bollette impagate che ammonta, secondo stime recenti, a ben 10 miliardi di euro. La situazione preoccupante riguarda l’incapacità delle amministrazioni di fronteggiare i debiti nei confronti dei fornitori di energia elettrica e gas, con un impatto diretto e tangibile sulla vita quotidiana dei cittadini e sul funzionamento delle strutture pubbliche.

Assium e Consumerismo, associazioni che operano nell’ambito della gestione delle utility e della tutela dei consumatori, hanno sollevato il problema delle bollette energetiche, che si sono addirittura triplicate. La conseguenza diretta è un degrado del servizio pubblico che vede lampioni spenti, scuole, ospedali e centri anziani senza un adeguato sistema di riscaldamento o di climatizzazione, quadri che sarebbero impensabili in un paese sviluppato come l’Italia.

Secondo il rapporto annuale del 2023 fornito dall’Arera, l’entità del debito complessivo accumulato dalla pubblica amministrazione verso i fornitori di servizi energetici era già a 6,4 miliardi di euro al termine del 2022, includendo un’ampia fetta di fatture scadute da oltre tre mesi. Le Regioni, gli enti locali, il settore della Sanità Pubblica e le Università figurano tra i maggiori debitori.

Un’ulteriore indagine della Corte dei Conti condotta nel corso del 2023, tuttavia, ha lanciato il sospetto che i dati ufficiali potrebbero non riflettere l’intera entità del debito, il quale potrebbe addirittura superare la soglia dei 10 miliardi di euro, risultando così significativamente sottostimato.

Di fronte a tale scenario, Assium e Consumerismo pongono l’accento sulla necessità di formare adeguatamente il personale delle pubbliche amministrazioni. La proposta avanzata consiste nell’integrare figure professionali quali gli Utility Manager all’interno degli enti locali, i quali possiedono le competenze necessarie per una gestione più efficiente e tecnica delle forniture.

Investire nella formazione specifica di questi professionisti potrebbe chiaramente tradursi in una riduzione dei costi e nella prevenzione di future morosità, oltre a garantire una gestione energetica sostenibile che eviti scenari di degrado e inefficienza. A di là delle stime e delle analisi, quello che emerge è un appello urgente a un cambio di rotta nell’amministrazione delle risorse energetiche, senza il quale gli enti locali rischiano di rimanere intrappolati in un circolo vizioso di debiti e servizi degradati.