Il Nord torna a trainare il consenso politico regionale e lo fa sotto il segno della Lega. È Massimiliano Fedriga il governatore più apprezzato d’Italia secondo il nuovo sondaggio SWG diffuso dall’Ansa: il presidente del Friuli Venezia Giulia raggiunge il 65% di gradimento, migliorando di un punto rispetto al 2025 e confermandosi leader assoluto della classifica. Alle sue spalle si piazza un altro esponente leghista, Alberto Stefani, che conquista il 58% dei consensi e consolida il peso politico del Nord-Est nel panorama nazionale. Un risultato che rafforza l’immagine di amministrazioni percepite come stabili ed efficienti dagli elettori. Ma la fotografia del consenso regionale racconta anche un Sud sempre più protagonista. Sul podio sale infatti Roberto Occhiuto (Calabria) con il 53%, in crescita di un punto rispetto allo scorso anno. Subito dietro troviamo Antonio Decaro (Puglia) al 51% e Roberto Fico (Campania) al 47%. Tre governatori meridionali nei primi cinque posti rappresentano un segnale politico significativo: il consenso personale, oggi, sembra contare più delle tradizionali divisioni territoriali. A metà classifica si collocano Michele De Pascale (Emilia Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%. Proprio la governatrice umbra registra però il dato più negativo della rilevazione, perdendo ben otto punti rispetto al 2025. In flessione anche Eugenio Giani (Toscana), che scende al 42% con un calo di cinque punti, mentre Alberto Cirio si attesta al 40%. Più indietro Marco Bucci e Francesco Acquaroli, entrambi al 37%, con il governatore marchigiano stabile rispetto alla precedente rilevazione. Nella parte bassa della graduatoria compare Attilio Fontana (Lombardia), fermo al 35%, seguito da Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con perdite di consenso rispetto allo scorso anno. Chiudono la classifica Francesco Rocca (Lazio)al 29% e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, dato che lo conferma ultimo tra i governatori italiani. Il sondaggio SWG evidenzia dunque una geografia politica in evoluzione: il centrodestra mantiene una forte presa nelle Regioni, soprattutto nel Nord produttivo, mentre nel Mezzogiorno emergono leadership personali capaci di raccogliere consenso trasversale. Una fotografia che potrebbe avere effetti anche sugli equilibri nazionali nei prossimi mesi.
di Fausto Sacco

