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Ficomirrors, Unimpresa Irpinia Sannio: “I lavoratori non si abbandonano”

In BENEVENTO, CAMPANIA, ECONOMIA
Ottobre 17, 2026
Ciccarella chiede verifiche sugli incentivi pubblici, garanzie sulla continuità produttiva e l’ingresso delle imprese dell’indotto nei tavoli di crisi. A rischio oltre 200 famiglie del Sannio e dell’Alto Tammaro.

La delocalizzazione in Polonia della produzione Ficomirrors accende l’allarme sul futuro occupazionale del territorio. A intervenire è Unimpresa Irpinia Sannio, che esprime solidarietà ai lavoratori dello stabilimento di Morcone e alle imprese dell’indotto, preoccupata per le conseguenze di una decisione che mette a rischio oltre 200 famiglie del Sannio e dell’Alto Tammaro. Dopo circa quarant’anni di presenza sul territorio, il trasferimento della produzione all’estero solleva interrogativi sul rapporto tra sostegni pubblici e responsabilità delle imprese. Secondo Unimpresa, lo stabilimento ha beneficiato negli anni di incentivi e agevolazioni che hanno contribuito alla crescita di una filiera locale, della quale fa parte anche Stamplast srl, partner storico del ciclo produttivo.  “Non possiamo più accettare che milioni di euro pubblici finiscano a chi delocalizza appena conviene”, dichiara Antonio Ciccarella, presidente della Federazione Piccola Industria di Unimpresa Irpinia Sannio. “Il territorio ha dato tutto, l’azienda ha ricevuto sostegni e opportunità e ora decide di andare via. Questo non è sviluppo, è un tradimento verso i lavoratori e verso comunità che hanno costruito valore per decenni”.  L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulle ricadute che la crisi potrebbe avere sulle aziende fornitrici, esposte al rischio di perdere commesse, liquidità e posti di lavoro. “Le imprese dell’indotto non possono essere ignorate. Stamplast e le altre aziende hanno retto il sistema per quarant’anni”, sottolinea Ciccarella, chiedendo che anche queste realtà siano coinvolte nel confronto istituzionale.  Unimpresa Irpinia Sannio rivolge quindi quattro richieste alla Regione Campania, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla Prefettura di Benevento e ai sindaci dell’Alto Tammaro: coinvolgere immediatamente l’indotto nei tavoli di crisi, verificare l’utilizzo degli incentivi pubblici e il rispetto degli eventuali obblighi connessi, ottenere impegni vincolanti sulla continuità produttiva e sostenere concretamente le imprese locali.  Per l’associazione, la vicenda Ficomirrors va oltre la crisi di un singolo stabilimento e riguarda il futuro delle aree interne, già segnate da spopolamento e riduzione delle opportunità occupazionali. Da qui la richiesta di garanzie concrete per i lavoratori e di strumenti capaci di tutelare le filiere produttive. La posizione di Unimpresa è netta: gli aiuti pubblici devono tradursi in occupazione, investimenti e sviluppo duraturo, con impegni verificabili da parte delle aziende beneficiarie. “I territori interni non sono sacrificabili”, conclude l’associazione, assicurando che continuerà a seguire la vicenda al fianco dei lavoratori e delle imprese dell’indotto.

di Marco Iandolo