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Francesco Acerbi assolto dalle accuse: “Mai pronunciate frasi razziste”

In SPORT
Marzo 18, 2024

La carriera di Francesco Acerbi si è intrecciata con momenti di grande tensione e di vittorie sia in campo che nella vita personale. La recente polemica sollevata da Juan Jesus sul presunto uso di espressioni razziste da parte del difensore centrale dell’Inter, ha scatenato la riflessione nel mondo del calcio e tra i fan. Con un passato di sfide superate e di battaglie affrontate, Acerbi ha difeso la sua posizione e la sua immagine, negando categoricamente di aver mai utilizzato termini discriminanti nei confronti dei rivali.

“Frasi razziste dalla mia bocca non sono mai uscite. E’ l’unica cosa che posso dire – si è difeso Acerbi – Sono 20 anni che gioco a calcio e so quello che dico. Sono tranquillo”. Un’affermazione chiara e decisa che il difensore ha rilasciato per allontanare da sé le ombre del razzismo, un fenomeno che, purtroppo, continua a manifestarsi anche nei contesti sportivi.

Francesco Acerbi, che ha compiuto 36 anni lo scorso 11 febbraio, ha conosciuto anche altri momenti controversi durante la sua carriera, come la lite nata a seguito di un Milan-Lazio nell’aprile 2019. Dopo uno scambio di battute su Twitter con Bakayoko, i giocatori del Milan, dopo la vittoria, si sono rivolti alla curva rossonera esibendo come trofeo la maglia scambiata con Acerbi, intendendo così rispondere alle parole pronunciate dal difensore prima della partita.

Non meno impattanti sono stati gli attriti con i tifosi della sua precedente squadra, la Lazio. Dopo un suo errore che ha permesso la rete di Tonali, decisiva per la vittoria del Milan nell’aprile 2022, le telecamere hanno catturato un suo sorriso che è stato oggetto di polemiche sui social. Acerbi si è espresso in merito, spiegando il suo comportamento e ribadendo il suo impegno e la sua dedizione verso la squadra.

La storia personale di Acerbi è anche una di resilienza e coraggio. Nativo di Vizzolo Pedrabissi, in provincia di Milano, Acerbi è passato attraverso le categorie minori del calcio italiano fino a raggiungere la Serie A con Chievo e poi Milan. Dopo un brevissimo ritorno al Chievo, la svolta alla Reggina e l’affermazione con il Sassuolo, prima di passare alla Lazio e infine all’Inter, club con il quale milita attualmente.

La sua lotta più grande, però, è avvenuta lontano dai riflettori e dai campi di calcio, quando nel luglio del 2013, durante le visite mediche con il Sassuolo, Acerbi ha scoperto di avere un tumore ad un testicolo. La diagnosi iniziale, seguita da un intervento d’urgenza, sembrava aver risolto il problema. Tuttavia, a dicembre dello stesso anno, un controllo antidoping rivelava una recidiva della malattia. Dopo un ulteriore ciclo di cure, il difensore ha potuto parlare di una doppia vittoria sul tumore, un’esperienza che ha raccontato nel libro “Tutto bene – La mia doppia vittoria sul tumore”.

La battaglia contro la malattia ha rafforzato la sua fede religiosa, un aspetto della sua vita che Acerbi non ha mai nascosto. Pregando due volte al giorno, la mattina e la sera, e cercando conforto nella religione nei momenti difficili – ad esempio dopo la perdita del padre – Acerbi trova stabilità e forza. Il gesto di unire le mani in preghiera prima delle partite è diventato per lui una costante, un momento personale che trasforma in un ponte tra la sua spiritualità e la sua passione per il calcio.