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Frattura al M5S: Il Licenziamento di Grillo Segna una Svolta

In POLITICA
Ottobre 24, 2024

In un gesto senza precedenti che ha scosso le fondamenta del Movimento 5 Stelle (M5S), Giuseppe Conte, attuale presidente del partito, ha annunciato la terminazione del contratto di consulenza per la comunicazione con Beppe Grillo, fondatore del movimento e figura storica. Questo sviluppo rappresenta non solo un punto di rottura personale tra Conte e Grillo, ma segna anche una significativa trasformazione strategica all’interno del M5S.

La decisione è stata rivelata da Conte nel corso di una recente intervista concessa per il libro di Bruno Vespa, dove il presidente del M5S esprime una chiara critica nei confronti di Grillo, accusandolo di condurre una “controcomunicazione” dannosa per l’immagine e gli obiettivi del movimento. Il contratto in questione, che assicurava a Grillo un compenso annuo di 300.000 euro, è stato dunque interrotto, con Conte che sottolinea la contrarietà alla retribuzione per la funzione di garante del movimento, ritenuta di “intrinseco valore morale”.

Il contrasto tra le visioni di Grillo e Conte ha raggiunto il picco in un periodo in cui il M5S è invitato a confrontarsi con il “processo Costituente”, inteso come un rinnovamento e una possibilità di lanciare nuove energie politiche e ideali. Secondo Conte, le azioni di Grillo minano questa evoluzione, confinando il movimento in una lotta interna che ne ostacola la crescita e l’efficacia, tanto da definire il rapporto con il fondatore “incrinato in maniera irreversibile”.

Nonostante l’affermazione di Conte sulla cessazione del contratto, la reazione di Grillo tramite il suo staff è stata di natura opposta, insistendo sulla validità corrente dell’accordo. Questa discrepanza sottolinea la tensione all’interno del M5S e prelude a possibili battaglie legali.

La risposta del nucleo storico di M5S non si è fatta attendere, con vociferazioni su possibili reazioni legali e un palpabile senso di amarezza tra coloro che percepiscono questa mossa come un tradimento dei valori originari del movimento. Le critiche non provengono solo dall’interno: anche figure politiche di spicco dei partiti avversari, come Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Igor Iezzi (Lega), si sono inseriti nel dibattito, sollevando interrogativi sulla legittimità dei fondi ricevuti da Grillo.

Questa crisi interna arriva in un momento critico per il M5S, con la costituente in programma che culminerà con un’assemblea a novembre, la quale potrebbe addirittura votare sulla questione del ruolo di garante, una posizione che potrebbe essere eliminata o profondamente riformata.

In questo scenario di palpabile tensione, Conte cerca di riaffermare la posizione del M5S nel panorama politico italiano, sostenendo candidature nelle elezioni regionali e posizionando il movimento come un pilastro del campo progressista. Tuttavia, le sfide interne potrebbero minare la coesione e la forza del partito nel breve termine.

In conclusione, la decisione di Conte di interrompere il contratto di Grillo non è solo la fine di un accordo economico, ma il simbolo di una profonda evoluzione strategica e ideologica all’interno del M5S. Questa mossa potrebbe determinare una nuova fase per il movimento oppure precipitarlo in una crisi di identità e leadership, con implicazioni significative per il futuro politico italiano.