Nel corso della conferenza di fine anno, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha affrontato il tema del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, la Rai, rifiutando le recenti accuse che ne denigrano la gestione e ribadendo il suo impegno per un giornalismo equilibrato e pluralista.
Le critiche contro Meloni si erano intensificate, definendo ironicamente la Rai come “Telemeloni”, un soprannome nato per riflettere un presunto sbilanciamento nei contenuti a favore del suo partito. In particolare, esponenti della sinistra puntavano il dito contro quello che percepiamo come una rappresentazione squilibrata delle posizioni politiche all’interno del servizio pubblico. Meloni ha respinto queste accuse, richiamando l’attenzione su come in passato, quando la sinistra contava il 18% dei consensi, si occupasse fino al 70% delle posizioni in Rai, secondo le sue dichiarazioni. La Presidente ha sottolineato l’intenzione di procedere verso un “lavoro di riequilibrio” per riflettere in modo più adeguato il panorama politico italiano.
Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato il ruolo cruciale della Rai come “principale azienda culturale del Paese” e ha fatto notare la necessità di intervenire sugli aspetti critici dell’azienda, enucleando aree di potenziale miglioramento come il pluralismo, l’obiettività e la riduzione degli sprechi. Ha evidenziato con soddisfazione i passi in avanti per la riduzione del debito dell’azienda.
Contrariamente ai detrattori che utilizzano le metriche degli ascolti per valutare la performance della Rai, Meloni ha difeso l’importanza fondamentale del servizio pubblico che non può essere misurato soltanto in termini di audience. Ha poi riferito ai rapporti sui “palinsensti”, evidenziando come l’ultimo report disponibile risalga a settembre e che fosse prematuro giudicare la nuova governance basandosi su dati così non aggiornati.
Inaterialmente alle voci che tacciavano la sua gestione di tendenze autoritarie, ha richiamato l’esperienza durante il governo Draghi, ricordando come il suo partito, allora all’opposizione, non avesse rappresentanze all’interno del Cda della Rai, situazione che lei descrive come senza precedenti e che assicura non ricapiterà.
In conclusione, Meloni ha proposto una riflessione sulla libertà di pensiero e sul ruolo dei giornalisti della Rai, suggerendo sia necessario stabilire regole chiare per il loro coinvolgimento in attività politica. La Presidente ha chiuso ribadendo l’importanza di rappresentare il pluralismo attraverso il servizio pubblico, un principio che lei afferma di sostenere dopo anni di esperienza come forza di opposizione.
