
Dall’Irpinia a Washington, la scrittura di Giuseppe Tecce conquista un palcoscenico internazionale. Lo scrittore irpino è tra i sedici premiati della XIII edizione del Premio Eccellenza Italiana, promosso dalla Fondazione E-novation, la cui cerimonia si è svolta al National Press Club della capitale statunitense. Il riconoscimento valorizza personalità che si distinguono in diversi ambiti, dalla cultura all’impresa, dalla scienza all’innovazione. Per Tecce rappresenta un’occasione per portare oltre i confini nazionali la propria voce narrativa e l’identità di una terra ricca di storia, tradizioni e contraddizioni. Protagonista di questo percorso è Sette e Quarantacinque, il romanzo pubblicato da Graus Edizioni e presentato anche a New York e Washington. Ambientata in un’Irpinia affascinante e inquieta, l’opera intreccia le atmosfere del noir con uno sguardo sulle dinamiche della provincia italiana. Al centro della vicenda c’è Mimì Gagliardi, giornalista di cronaca tornato da Milano nella sua Gesualdo. Quando la morte di una donna, Monia, presenta dettagli poco convincenti, il protagonista decide di indagare. A insospettirlo è soprattutto un particolare: un orologio fermo alle 7:45, indizio che apre la strada a segreti e verità nascoste. Attraverso il racconto investigativo, Tecce trasforma i luoghi dell’Irpinia in una componente essenziale della narrazione. Il territorio non è soltanto lo sfondo della storia, ma uno spazio vivo, attraversato da fragilità, conflitti e relazioni che riflettono temi universali. Il premio ottenuto negli Stati Uniti offre così visibilità non solo al percorso dello scrittore, ma anche a un’area interna che può trovare nella cultura e nella letteratura strumenti importanti per raccontarsi e raggiungere nuovi pubblici. Da Gesualdo a Washington, il percorso di Giuseppe Tecce testimonia come le storie nate nei piccoli centri possano superare i confini locali e contribuire a rappresentare, attraverso la scrittura, la ricchezza culturale dell’Italia.
di Fausto Sacco



