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Il futuro economico del G7: Genere e Imprenditorialità come Pivotali per una Crescita Sostenibile

In ECONOMIA
Ottobre 03, 2024

In un’era caratterizzata da trasformazioni rapide e pervasive, il concetto di resilienza economica assume una rilevanza sempre crescente. Recentemente, una luce potente è stata gettata su questo argomento durante la ‘G7 – Industry Stakeholders Conference: Bridging Gaps and Building Futures’ organizzata a Matera. Particolarmente significativi sono stati i dati presentati nel rapporto ‘B7 Flash’, frutto della collaborazione tra Confindustria e Deloitte, che hanno gettato le basi per un approfondimento serio sulla situazione attuale e le prospettive future del mercato del lavoro nel contesto dei paesi del G7.

Promozione dell’educazione terziaria, abbattimento delle barriere imprenditoriali, e soprattutto, una spinta verso una maggiore equità di genere – questi sono solo alcuni dei temi chiave emersi. I dati sottolineano una disparità significativa nei tassi di istruzione superiore tra uomini e donne nei paesi del G7, con solo il 42,3% degli uomini e il 47,5% delle donne che raggiungono qualifiche terziarie. Un’altra cifra che colpisce è il numero di giovani che non studiano né lavorano (Neet), con il 13,2% delle donne contro l’11,1% degli uomini segnalati – una differenza che rimarca una sfida nella transizione dal contesto educativo a quello lavorativo.

Un aspetto ancor più critico riguarda l’imprenditorialità come motore vitale per l’innovazione e la crescita economica. Secondo il rapporto, nell’area Ocse mancano circa 34 milioni di imprenditori, con particolare riferimento a una bassissima percentuale di lavoratori autonomi tra i giovani sotto i 30 anni, che si attesta al 9%. La presenza femminile tra gli autonomi è ancor più bassa, con un esiguo 8,8%, rispetto al 14,5% degli uomini, evidenziando una necessità di supporto maggiore verso l’imprenditorialità femminile.

Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria per la transizione ambientale e gli obiettivi Esg, commentando i risultati, ha sottolineato l’essenzialità di “sbloccare il pieno potenziale dell’imprenditorialità e costruire un’economia più resiliente ed equa”. Il cammino verso l’inclusione sociale dei gruppi sottorappresentati e una maggiore uguaglianza di genere è visto non solo come un imperativo morale ma anche come una strategia economica vincente.

Andrea Poggi di Deloitte, per sua parte, ha rivolto l’attenzione sul vasto spettro di opportunità che si aprono con l’adozione di politiche più inclusive. La “diversità inclusiva”, come chiama Poggi, non è un mero slogan, ma un pilastro fondamentale per massimizzare i vantaggi delle transizioni economiche, tecnologiche e sociali in corso, e per forgiare un futuro etico e sostenibile per il mondo del business.

Infine, mentre i leader del G7 si accingono a discutere e, si spera, a implementare politiche che riflettono questi insight durante i loro incontri, il messaggio è chiaro: per un mercato lavoro moderno e giusto, è fondamentale una maggiore attenzione al capitale umano, con un focus particolare sulla equità di genere e sull’empowerment imprenditoriale. Gli echi di Matera, forti delle statistiche e delle testimonianze presentate, invitano tutti gli stakeholders, dai policymakers agli imprenditori, a una riflessione profonda e a un’azione concreta. Solo così sarà possibile aspirare a una economia globale veramente resiliente e equa.