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Il Grande Impegno del Trentino nella Ricostruzione dei Boschi Post-Vaia

In ECONOMIA
Ottobre 30, 2024

A distanza di sei anni dalla catastrofe naturale denominata tempesta Vaia, che si abbatté sul Trentino verso la fine di ottobre 2018, devastando vasti estesi di boschi, emerge un quadro di risposta e di ricostruzione tanto impegno quanto variegato. In questo scenario, il Servizio Foreste e l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali (Aprofod) si sono mossi con determinazione, coordinando ben 1.500 cantieri forestali, di diverse dimensioni, con un dispendio finanziario che ha superato i 20 milioni di euro.

Questi interventi mirati sono dettagliatamente descritti nel volume “…Dopo Vaia. Le opere e gli interventi per il recupero e la ricostruzione delle foreste trentine”, curato da Mauro Confalonieri, ex direttore dell’Ufficio amministrazione e lavori forestali. Tale opera si configura non solo come un resoconto delle attività svolte, ma anche come una testimonianza del coraggioso percorso di ripresa intrapreso dalla regione.

L’assessore provinciale Roberto Failoni ha evidenziato come, nonostante i notevoli progressi, la sfida a favore della riforestazione e della gestione sostenibile non sia ancora completamente vinta. Infatti, il ritmo di rimboschimento continua incessantemente con circa 450.000 nuove piantine piantate ogni anno. Failoni ha inoltre sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia riguardo al controllo degli epidemic focolai di bostrico, un parassita che può causare danni significativi agli alberi.

Un aspetto cruciale del piano di ricostruzione riguarda la viabilità forestale. Nei primi tre anni post-Vaia, sono stati ripristinati o adeguati 2.000 chilometri di strade forestali, il che rappresenta circa un terzo dell’intera rete del Trentino. Questo ammodernamento, che ha comportato un investimento di 18 milioni di euro, ha facilitato il trasporto di 6,7 milioni di metri cubi di legname, essenziale per la valorizzazione economica del settore forestale.

Oltre alla manutenzione delle strade, si è prestata particolare attenzione alla costruzione e all’ampliamento di piazzali per il deposito del legname. Quest’area si è estesa per circa 23 ettari, a un costo di circa 2,5 milioni di euro, consentendo una migliore gestione logistica e commerciale delle risorse legnose.

Inoltre, vi sono stati interventi specifici nelle zone meno colpite dalla tempesta, attraverso l’uso di fondi straordinari. Circa 15.000 metri cubi di alberi abbattuti sono stati raccolti direttamente dagli operai forestali, e altre 22.000 metri cubi di piante infestate dal bostrico sono state successivamente tagliate e lavorate. La vendita del legname, accuratamente accatastato nei piazzali, ha migliorato notevolmente l’efficienza economica delle operazioni.

L’impegno del Trentino nella gestione delle sue risorse forestali post-Vaia illustra un modello di come le comunità possono rispondere efficacemente agli impatti ambientali gravi, adottando un approccio che bilancia restauro ecologico e benefici economici. Questa esperienza rappresenta un caso di studio significativo per regioni simili globalmente, che si trovano a fronteggiare sfide ambientali di scala comparabile.