Il settore vitivinicolo campano archivia le difficoltà climatiche del 2023 e torna a crescere, presentandosi al Vinitaly 2026 con segnali incoraggianti sia sul fronte produttivo sia su quello strategico. A trainare la ripresa sono ancora una volta Irpinia e Sannio, che si confermano il cuore pulsante della produzione regionale. Nel 2025 la Campania registra 24.756 ettari vitati e una produzione che supera i 2,2 milioni di quintali di uva da vino, segnando un incremento del 9,6% rispetto all’anno precedente. Un dato in netta controtendenza rispetto al quadro nazionale, dove si osservano una contrazione delle superfici e un lieve calo produttivo. Determinante il contributo delle due principali aree vitivinicole: il Sannio concentra oltre il 42% della superficie vitata regionale e quasi la metà della produzione complessiva, mentre l’Irpinia, pur rappresentando quote più contenute, si distingue per una forte vocazione qualitativa. Qui, infatti, le produzioni a denominazione incidono per il 31%, contro il 21% del Sannio, contribuendo complessivamente all’85% della produzione DOP campana. Il sistema si caratterizza anche per una chiara identità produttiva, con una netta prevalenza dei vini bianchi. In Irpinia, in particolare, questi rappresentano oltre l’84% della produzione DOP, grazie a denominazioni di eccellenza ormai consolidate sui mercati. Nel Sannio, invece, continua a rafforzarsi il ruolo della Falanghina, sempre più riconosciuta come simbolo del territorio. Dal punto di vista industriale, il comparto può contare su quasi 300 aziende imbottigliatrici tra le due province e su una produzione complessiva di circa 30 milioni di bottiglie certificate. Un sistema solido, sostenuto anche da una forte presenza imprenditoriale: in provincia di Benevento le imprese vitivinicole rappresentano oltre il 6% del totale, un valore nettamente superiore alla media regionale e nazionale, mentre Avellino conferma una significativa incidenza del settore. Più complesso il quadro sui mercati internazionali. Nel 2025 l’export del vino italiano registra una flessione del 3,7%, e anche i territori irpino e sannita mostrano segnali di rallentamento. A pesare è soprattutto il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, principale mercato di riferimento, condizionato da tensioni commerciali e politiche daziarie. Tuttavia, emergono segnali positivi sul fronte della diversificazione: crescono infatti nuovi mercati, in particolare in Europa e in Sud America, indicando una progressiva riduzione della dipendenza da singole aree di sbocco. In questo contesto, la partecipazione al Vinitaly 2026 rappresenta un momento strategico. La Camera di Commercio Irpinia Sannio guida una collettiva di 101 espositori, tra aziende produttrici e consorzi di tutela, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento competitivo dei territori e valorizzare un patrimonio enologico che resta uno degli asset più rilevanti dell’economia regionale. La sfida, ora, è consolidare la crescita puntando su qualità, identità e apertura verso nuovi mercati, in un contesto internazionale sempre più competitivo.
di Mat. Lib.

