Durante una recente intervista a San Paolo, i vertici di Engineering, Maximo Ibarra, CEO globale, e Filippo Di Cesare, amministratore delegato della filiale brasiliana, hanno delineato una visione molto chiara del futuro dell’azienda e dell’innovazione tecnologica a livello mondiale. Con una prospettiva che abbraccia da un lato l’espansione e, dall’altolo, l’umanizzazione della tecnologia, si sgancia definitivamente l’idea che la tecnologia possa essere un fine a sé stessa; piuttosto, è uno strumento per risolvere problemi concreti e migliorare la vita quotidiana.
Uno degli aspetti più impressionanti sottolineati da Ibarra è l’impegno dell’azienda nel promuovere la cultura dell’innovazione. Engineering non si limita a sviluppare nuove tecnologie, ma si impegna anche nella formazione e nella ricerca. La collaborazione con oltre cento università worldwide, oltre a un intenso programma di formazione interna che coinvolge circa 500 docenti, dimostra un chiaro intento di fondere teoria e pratica per essere sempre all’avanguardia nell’offerta di soluzioni innovative.
In Brasile, Di Cesare ha messo in luce come l’azienda stia investendo in modo significativo nella formazione e nello sviluppo di una cultura del lavoro collaborativo e autonomo. L’intento è di creare ambienti lavorativi dove l’innovazione possa fiorire naturalmente, attraverso processi agili e una meno gerarchica distribuzione delle responsabilità.
Tra le iniziative più rivoluzionarie vi è la partnership di Engineering con il Festival mondiale della filosofia a Roma, focalizzata sull’intelligenza artificiale. L’evento mira a scrutare impacte e importanza dell’IA da una prospettiva filosofica, una riflessione su come questa tecnologia stia plasmando il tessuto della nostra società.
Il progetto “Planetaria” a Firenze, invece, vede l’integrazione di intelligenza artificiale, realtà virtuale e piattaforme generative per creare un avatar capace di interagire con il pubblico, riflettendo sui cambiamenti climatici. Questo esemplifica come l’azienda non si limiti a dare risposte tecnologiche, ma cerchi di instaurare un dialogo con la comunità su temi di importanza globale.
In ambito pratico, le soluzioni di Engineering vanno dalla telemedicina, che migliorare la qualità e l’accesso alle cure, fino all’agricoltura di precisione in Brasile, per la riduzione dello spreco di risorse naturali come l’acqua e la protezione delle foreste. Non sono escluse neppure innovative trasformazioni urbane, come l’impiego di robotaxi volanti per ridurre il traffico cittadino.
Queste iniziative rispecchiano la visione di Engineering di un umanesimo tecnologico, dove l’innovazione serve a promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Non si tratta solo di produrre tecnologia, ma di farlo in modo responsabile, tenendo conto delle implicazioni sociali ed ecologiche.
Ibarra sottolinea che, in una fase di rapida trasformazione digitale, le aziende non cercano più mere tecnologie, ma soluzioni integrate che rispondano efficacemente a problemi complessi. L’approccio di Engineering naviga questa esigenza con un’offerta che combina AI, computing in cloud, sensoristica e realtà aumentata, progettata per essere personalizzabile e inter-operabile.
In conclusione, il percorso intrapreso da Engineering dimostra come l’innovazione tecnologica possa e debba essere orientata alla creazione di valore aggiunto tangibile per l’intera società, adherendo a standard di sostenibilità e impegno sociale. Con una visione tanto estrategica quanto attenta alle dinamiche umane, Engineering si sta configurando come un leader nel pensare e realizzare il futuro della tecnologia.
