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Italia, Champion d’Europa nel Riciclo degli Oli Minerali Usati

In ECONOMIA
Maggio 31, 2024

L’Italia si conferma leader indiscusso in Europa nel settore della gestione sostenibile degli oli minerali usati. Il recente Rapporto di sostenibilità 2023 del Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli e dei Grassi Lubrificanti usati (Conou) rivela dati impressionanti che non solo attestano un impegno ambientale di alta levatura ma segnalano anche una crescente influenza positiva nel tessuto economico nazionale.

Nel corso dell’ultimo anno, l’industria italiana ha registrato una crescita del 12% nelle attività di raccolta e rigenerazione degli oli usati, grazie a una filiera organizzata e efficiente che si estende capillarmente su tutto il territorio nazionale. La quantità di materiale recuperato ammonta a 183mila tonnellate, pressoché il totale raccoglibile, e di queste, il 98% è stato destinato alla rigenerazione. Tali numeri non solo mostrano un’elevata capacità di recupero delle risorse, ma pongono l’Italia ben al di sopra della media europea, la quale fatica a raggiungere l’82% di raccolta e si ferma al 61% nella rigenerazione.

Geograficamente, il Nord Italia si distingue per il contributo maggiore, con la Lombardia in testa, responsabile del 22% dell’intera quota raccolta nel paese, seguita dal Veneto che contribuisce con un altro 12%. Anche le regioni centrali e meridionali mostrano un impegno notevole, partecipando attivamente al miglioramento continuo del settore.

Il lavoro del Conou e dei suoi 59 concessionari, impiegando 678 automezzi e realizzando 6.641 operazioni di raccolta, ha avuto un impatto significativamente positivo anche dal punto di vista ecologico. Nel 2023, grazie al processo di raccolta e rigenerazione, si è evitata l’emissione in atmosfera di 127mila tonnellate di CO2 equivalente. Parallelamente, si sono risparmiati 60 milioni di metri cubi d’acqua e si è ridotto del 92% il rischio di malattie legate all’emissione di particolato.

Oltre agli indiscutibili vantaggi ambientali, il riciclo degli oli usati si rivela un considerevole motore di crescita economica. Annunciando un impatto complessivo di 81,3 milioni di euro con un incremento annuale del 12%, il Consorzio non solo rafforza la propria posizione di preminenza nel panorama ambientale, ma contribuisce anche alla creazione e mantenimento di circa 1.857 posti di lavoro. Inoltre, questo processo permette di ridurre la dipendenza da materie prime fossili importate, con un risparmio stimato in 105 milioni di euro.

Questi risultati collocano l’Italia in una posizione di avanguardia, facendo del paese un esempio virtuoso di economia circolare nel contesto europeo e mondiale. L’efficienza del modello italiano nel trattamento degli oli usati dimostra come integrazione e innovazione possano andare di pari passo nella creazione di un ambiente più pulito e di una società più prospera. Una lezione di sostenibilità che può illuminare e ispirare tutto il continente verso pratiche più responsabili.