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La Democrazia Cristiana si interroga sul futuro: ad Avellino l’“assemblea degli esterni”

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA, REGIONI
Gennaio 29, 2026
Politici e intellettuali a confronto sul ruolo del cattolicesimo politico nella fase attuale: interventi brevi, una domanda comune e l’obiettivo di rilanciare una tradizione nel tempo della crisi delle culture politiche.

Nella sala stampa della Camera dei Deputati è stata presentata stamane l’“assemblea degli esterni” della Democrazia Cristiana, in programma il 27 e 28 marzo ad Avellino. Un appuntamento che, voluto e organizzato da Gianfranco Rotondi, non si configura come una semplice iniziativa celebrativa, ma come un momento di riflessione politica strutturata attorno a una domanda tanto essenziale quanto impegnativa: “Cattolicesimo politico, abbiamo ancora qualcosa da dire?”.   L’incontro si svolgerà presso la sala conferenze del Viva Hotel e adotterà una formula originale: niente tavole rotonde, nessun dibattito tradizionale, ma una sequenza di interventi individuali della durata di dieci minuti ciascuno. Tutti i partecipanti saranno chiamati a rispondere allo stesso quesito, offrendo un punto di vista personale e autonomo, senza repliche né contraddittorio diretto. Gli interventi verranno registrati e successivamente raccolti in un volume, con l’obiettivo di fissare una traccia organica di questa riflessione collettiva.  L’assemblea vedrà la partecipazione di esponenti politici ed esponenti del mondo culturale di diversa provenienza, a testimonianza di una volontà di confronto che supera i confini dei singoli schieramenti. Tra i nomi annunciati figurano Alfredo Antoniozzi, Mara Carfagna, Pierluigi Castagnetti, Paolo Cirino Pomicino, Beppe Fioroni, Raffaele Fitto, Mariastella Gelmini, Roberto Lagalla, Bruno Tabacci, Vincenzo Spadafora, Maria Tripodi, Matteo Piantedosi e Francesca Pascale, insieme a numerosi altri invitati.  La scelta di Avellino non è casuale: città simbolicamente legata a una tradizione politica e culturale che ha visto nella Democrazia Cristiana uno dei principali laboratori della classe dirigente repubblicana. Il senso dell’iniziativa, infatti, non è quello di ricostruire nostalgicamente un passato, ma di interrogarsi sullo spazio che una cultura politica di ispirazione cristiana può ancora occupare nel contesto attuale, segnato dalla frammentazione dei partiti, dalla crisi della rappresentanza e dalla progressiva perdita di grandi visioni collettive.   I lavori inizieranno venerdì 27 marzo alle ore 15 e si concluderanno sabato 28 alle ore 20. Le date sono state scelte anche in funzione di un altro appuntamento simbolico: domenica 29 marzo, a Roma, l’ultimo movimento giovanile democristiano celebrerà i cinquant’anni dal congresso che elesse Benigno Zaccagnini segretario della Dc. Un collegamento ideale tra memoria storica e riflessione politica presente, che rafforza il senso complessivo dell’iniziativa.  In un tempo in cui la politica sembra ridotta spesso a comunicazione istantanea e scontro permanente, l’assemblea degli esterni si propone come uno spazio di parola e pensiero, nel tentativo di capire se e come il cattolicesimo politico possa ancora offrire categorie, valori e proposte capaci di incidere nella vita pubblica del Paese. Non una risposta preconfezionata, ma una domanda aperta rivolta a una tradizione che ha segnato la storia repubblicana e che oggi è chiamata a misurarsi con un presente radicalmente mutato.

di Marco Iandolo