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La protesta silenziosa delle 218 bare a Bologna: un grido contro le morti sul lavoro

In ECONOMIA
Maggio 17, 2024

In una soleggiata giornata primaverile, la Piazza Maggiore di Bologna si è trasformata in uno scenario di silenziosa protesta. Al centro dell’attenzione, ben 218 bare di cartone, allineate ordinate su una delle piazze più conosciute d’Italia. Questa immagine potente ha simboleggiato ogni lavoratore morto in Emilia-Romagna dal 2022 ad oggi, in un periodo segnato da continue tragedie sul lavoro nella regione.

La manifestazione, organizzata dalla UIL, fa seguito a iniziative simili scaturite dalla tragedia avvenuta alla centrale di Suviana, che aveva già mobilitato i sindacati settimane prima. Ivana Veronese, segretaria confederale della UIL, ha espresso un messaggio chiaro: “Anche in una regione industrialmente avanzata come l’Emilia-Romagna, il numero di incidenti mortali sul lavoro è eccessivamente alto. Le azioni intraprese finora sono insufficienti”.

Con un tasso di mortalità sul lavoro che non accenna a diminuire, la UIL ha sollecitato l’apertura di una discussione formale a Palazzo Chigi per valutare e migliorare le normative esistenti. Tra le richieste avanzate, spicca la proposta di includere la figura dell'”omicidio sul lavoro” nel codice penale italiano, per responsabilizzare ulteriormente le aziende riguardo il rispetto delle norme di sicurezza.

Secondo le statistiche dell’INAIL, nel solo 2023 si sono registrate 1.041 morti sul lavoro a livello nazionale, 218 delle quali in Emilia-Romagna. Marcello Borghetti, segretario generale della UIL Emilia-Romagna, ha commentato: “Questi numeri riflettono un sistema che percepisce la sicurezza come un onere finanziario piuttosto che come un imperativo etico e legale. È fondamentale ripristinare una cultura della sicurezza che protegga la vita umana”.

L’intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, ha rinforzato il messaggio della manifestazione. Ha sottolineato l’inaccettabilità di un lavoro, che dovrebbe essere fonte di vita, che si trasforma in causa di morte. “Il lavoro deve essere sicuro; trattarlo come un costo è irresponsabile”, ha affermato Zuppi, invitando a una maggiore aderenza ai principi della dignità umana e alla fedeltà costituzionale.

Questa protesta a Bologna non è solo un simbolo di lutto e memoria, ma anche un potente segnale di allarme verso una problematica che continua a mietere vittime nonostante le normative in atto. La manifestazione ha evidenziato un bisogno urgente di cambiamento nell’approccio alla sicurezza sul lavoro, richiamando l’attenzione delle istituzioni e della società civile su una crisi che va affrontata con decisione e rapidità.

In conclusione, mentre le bare di cartone rimarranno in piazza solo temporaneamente, la loro immagine lascia un’impronta indelebile sulla coscienza collettiva, ricordando che ogni bare rappresenta una vita umana perduta e una famiglia devastata. La lotta per la sicurezza sul lavoro continua, con la speranza che manifestazioni come quella della UIL a Bologna possano contribuire a ispirare e realizzare i cambiamenti necessari per proteggere i lavoratori italiani.