Durante l’ultima riunione della COP29, tenutasi a Dubai, la premier italiana Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di adottare un approccio realistico e bilanciato nella lotta contro il cambiamento climatico, mettendo in luce come l’Italia stia promuovendo attivamente la fusione nucleare come parte della soluzione. Allo stesso tempo, il Papa, attraverso un messaggio comunicato dal cardinale Pietro Parolin a Baku, ha invocato un impegno globale e senza ritardi per la salvaguardia del creato e la pace mondiale.
Giorgia Meloni, nel suo discorso, ha evidenziato la posizione strategica dell’Italia riguardo alle nuove tecnologie energetiche, inclusa la fusione nucleare, che considera un elemento potenzialmente rivoluzionario per la transizione energetica globale. La fusione, tecnicamente ancora in una fase di sviluppo e sperimentazione, promette di fornire energia pulita e abbondante, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili senza i rischi legati alla fissione nucleare attuale.
La Premier ha anche ribadito il ruolo dell’Italia nella promozione di un mix energetico equilibrato che incorpori non solo le energie rinnovabili, ma anche i biocarburanti e altre tecnologie emergenti. Inoltre, Meloni ha fatto riferimento agli sforzi dell’Italia nel contribuire significativamente al finanziamento di iniziative per il clima, destinando oltre quattro miliardi di euro al Fondo per il clima, con un focus particolare verso l’Africa.
Parallelamente, la visione espressa dal Papa ha messo in risalto l’urgenza di un’azione collettiva e consapevole verso la salvaguardia dell’ambiente, ponendo l’accento sulla necessità di una nuova architettura finanziaria internazionale che favorisca lo sviluppo equo e sostenibile. Il suo messaggio ha puntato soprattutto sulla responsabilità condivisa e differenziata degli stati, richiamando a un impegno concreto e lungimirante che permetta di trasformare le responsabilità storiche e attuali in azioni per il futuro.
Questa visione globale richiede una strategia integrata che consideri non solo gli aspetti tecnologici e finanziari, ma anche quelli sociali e etici. L’appello del Papa ad agire come “membri di un’unica famiglia” sottolinea l’importanza di un approccio umanistico e solidale nella lotta ai cambiamenti climatici, un elemento che va a integrarsi con l’approccio più pragmatico e tecnologico messo in evidenza da Meloni.
In conclusione, mentre la COP29 si propone come un palcoscenico per dibattiti tecnici e politici, la congiunzione delle dichiarazioni di Meloni e del Papa offre uno spaccato su come diversi approcci e priorità possano convergere verso un obiettivo comune. La combinazione dei loro messaggi fornisce una narrazione che va oltre la mera politica energetica, abbracciando l’etica e l’umanità, elementi essenziali per affrontare una delle sfide più complesse e urgenti del nostro tempo.
