“Sacrificare il patrimonio pubblico per coprire una cattiva gestione non può essere il destino del Comune di Avellino”. È questa la posizione netta espressa da Legambiente Avellino – Alveare in merito alle ipotesi di vendita di beni comunali per fronteggiare la grave situazione debitoria dell’ente. Secondo l’associazione ambientalista, l’alienazione di immobili e terreni pubblici non può essere la prima opzione da percorrere. “La vendita – spiegano – dovrebbe rappresentare un’extrema ratio, da considerare solo dopo aver esaurito tutte le altre possibilità di rientro dal debito. In caso di cessione, la collettività dovrebbe ricevere un ristoro non solo economico, ma anche sotto forma di servizi, edilizia pubblica e spazi condivisi, capaci di generare valore sociale e non solo profitto privato”. Legambiente propone tre priorità per il risanamento dei conti comunali: fissare un ordine chiaro delle azioni da intraprendere, razionalizzare la spesa corrente eliminando sprechi senza ridurre la qualità dei servizi e ottimizzare la riscossione delle entrate, anche attraverso nuove fonti di finanziamento.L’associazione lancia inoltre un allarme sul rischio di nuovo consumo di suolo legato alla cessione di diritti edificatori e volumetrie. “Avellino è già fortemente cementificata – sottolineano – e troppe volte il territorio è stato deturpato dall’abusivismo edilizio, come certificano i dossier Ecomafia e le inchieste giudiziarie in corso. Con un PUC vecchio di vent’anni, pensato per una città in crescita, oggi in declino demografico, sarebbe un errore irreversibile”. La proposta è chiara: puntare sulla riqualificazione delle aree già costruite, sugli edifici sfitti e in disuso, in linea con le più moderne linee guida urbanistiche europee e con l’obiettivo di un Piano Urbanistico Comunale a “zero consumo di suolo”.“Privare una comunità dei suoi beni pubblici per una cattiva gestione amministrativa è un fallimento della politica e un danno irreparabile per le attuali e future generazioni” conclude Legambiente, appellandosi ai commissari e alle istituzioni affinché prevalga una visione di lungo periodo per la città.
dalla redazione

