Nel 2025 l’industria italiana dei contenitori in vetro ha mostrato una notevole resilienza, crescendo del 4% rispetto all’anno precedente nonostante l’aumento dei costi energetici e le tensioni geopolitiche. La produzione di bottiglie, vasetti, flaconi e articoli per la tavola ha superato i 4,5 milioni di tonnellate, con un vero boom per le bottiglie, che crescono di circa il 6%. Secondo i dati Assovetro, l’export di bottiglie è aumentato del 23,8%, mentre le importazioni sono calate del 4,3%. I vasi alimentari, invece, hanno registrato una lieve flessione della produzione (-6,5%), con un incremento delle importazioni (+4,4%). Il vetro conferma il suo ruolo di materiale sicuro e sostenibile: impermeabile, chimicamente inerte, totalmente riciclabile e in grado di preservare qualità e nutrienti degli alimenti. Nel 2025 il tasso di raccolta del vetro ha raggiunto l’89%, con un riciclo dell’80,5%, superando da anni gli obiettivi UE per il 2030. Grazie al riciclo, sono stati risparmiati oltre 3,9 milioni di tonnellate di materie prime, 400 milioni Smc di gas naturale e 2,4 milioni di tonnellate di CO₂. Anche sul fronte del largo consumo la domanda cresce: nei supermercati le bottiglie di birra e vino fermo sono i prodotti in vetro più acquistati, con oltre un milione di bottiglie di birra e 400.000 di vino fermo vendute nel 2025. Gli italiani premiano confezioni sostenibili: senza imballaggi superflui, riciclabili, plastic free e riutilizzabili. L’Italia si conferma primo produttore europeo di contenitori in vetro, con 17 aziende, 40 stabilimenti e circa 8.000 addetti, davanti a Germania e Francia. Con un settore così dinamico e attento all’ambiente, il vetro resta il “vestito” sicuro e sostenibile per i nostri alimenti.
di Fausto Sacco

