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L’onda digitale nei miliardi: l’industria sfida il futuro

In ECONOMIA
Marzo 11, 2024

I numeri parlano chiaro e tracciano un orizzonte definito per il futuro della digitalizzazione in ambito manifatturiero: entro il 2026, 3.400 miliardi di dollari saranno stanziati per la trasformazione digitale delle aziende a livello globale. Dati allarmanti, certo, considerando che il valore della manifattura globale nel 2022 ha toccato la cifra record di 16.200 miliardi di dollari, sottolineando come questo settore sia più che mai trainante per l’economia mondiale.

Il dato è emergente da una recente analisi B7 flash elaborata da Confindustria e Deloitte in vista dell’incontro del B7, che si terrà il 13 marzo a Verona, e della Ministeriale “Industria, Tecnologia e Digitale del G7”, in calendario tra il 14 e il 15 marzo tra Verona e Trento. Lo scenario delineato è positivamente sorprendente, nonostante una cronologia di alti e bassi registrata negli ultimi anni, con un calo del 3% nel 2020 e un rimbalzo del 18% nel 2021. Il 2022 ha visto un incremento più modesto, dell’1%, cifra tuttavia sufficiente a non inficiare la tendenza al rialzo.

Nel particolare, i paesi del G7 guidano quest’impressionante crescita, ove la manifattura si impone come elemento fondamentale del Pil, soprattutto in Germania, Giappone e Italia. E non di meno, è un pilastro portante per l’export: solo nel 2022 la Germania ha registrato esportazioni per un valore di 1.632 miliardi di dollari, seguita dal Giappone con 751 miliardi e dall’Italia con 623 miliardi.

La digitalizzazione è il leitmotiv di quest’epoca e i dati confermano che le aziende digitalmente mature vantano performance superiori, evidenziando nel 2023 un EBIT maggiore del 6% rispetto a quelle meno avvezze alle nuove tecnologie. È prevedibile, quindi, che gli investimenti pianificati spronino una crescita annua composta (CAGR) del 16,3% a partire dal presente anno.

Si parla inoltre di Smart Factory come di un’innovazione cruciale nel settore manifatturiero, ovvero di esauste sinergie tra la componente digitale e hardware per massimizzare efficienza di processi e prodotti. Questo sviluppo rappresenta un’evoluzione dell’Industry 4.0 e, secondo le previsioni, vedrà il suo mercato toccare i 165 miliardi di dollari entro il 2026, con un tasso di crescita annuo del 20,6%.

Per chiudere il panorama con una visione ancor più ampia, non si può dimenticare il ruolo dell’intelligenza artificiale, la cui espansione prevede la ragguardevole cifra mercato di 946 miliardi di dollari entro il 2030. L’impatto regionale vedrà l’Europa al comando con previsioni che indicano 202,5 miliardi di dollari in IA, seguita dagli Stati Uniti con 237 miliardi, la Cina con 105 miliardi e l’India con 15 miliardi. Numeri destinati a ridisegnare gli scenari globali, concentrandosi sulla prepotenza di un futuro sempre più “smart”.

La ministersone si delinea, dunque, il culmine di un percorso di crescita ininterrotto e di strategie d’investimento che puntano a rendere l’ecosistema produttivo mondiale un intreccio flessibile e innovativo di reti, dati e intelligenza artificiale, propulsivo per economie più forti e società dinamicamente connesse.