La scena internazionale ha assistito a un’importante presa di posizione di Emmanuel Macron, presidente della Francia, riguardo l’intesa commerciale che dovrebbe regolare i rapporti tra l’Unione Europea e il Mercosur, il mercato comune sudamericano. Parlando a San Paolo, in occasione del Forum economico Francia-Brasile, il leader francese non ha usato mezzi termini per manifestare la sua forte contrarietà: “È pessima”, ha dichiarato, mettendo in discussione l’accordo che cerca di avvicinare due mercati globali di rilevanza strategica.
L’intesa tra UE e Mercosur, la cui stesura è iniziata nel lontano 1999, si poneva l’ambizioso obiettivo di abbattere i dazi doganali tra le due aree, aprendo la strada a un interscambio commerciale in un’area che metterebbe in contatto oltre 700 milioni di consumatori. Nonostante i negoziati si siano formali conclusi nel 2019, l’entrata in vigore dell’accordo si è scontrata con la resistenza di alcuni paesi membri dell’UE, tra cui la Francia è stata la più critica.
Le ragioni della ferma opposizione di Macron si concentrano sulla mancanza di salvaguardie ambientali e sulla protezione della biodiversità, temi che assumono un’importanza cruciale nell’attuale scenario politico internazionale caratterizzato da una crescente attenzione verso i cambiamenti climatici e l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Il presidente francese ha esplicitamente richiesto la redazione di un nuovo accordo che tenga conto di questi aspetti fondamentali, che invece sarebbero stati del tutto trascurati nel testo attuale.
Da parte sua, il Brasile, membro di punta del Mercosur, ha espresso una posizione favorevole all’accordo, subordinando però il suo appoggio alla richiesta che l’Unione Europea sostenga finanziariamente gli investimenti previsti per la lotta contro il cambiamento climatico e per la transizione energetica.
Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un nodo cruciale nel deliberato processo di integrazione economica globale: l’esigenza di bilanciare gli indubbi benefici legati alla libera circolazione dei beni e dei servizi con la necessità impellente di tutelare l’ambiente e di promuovere uno sviluppo sostenibile. Scoraggiato ma non vinto, il processo di negoziazione intrapreso da decenni tra UE e Mercosur vede ora una nuova sfida, quella di conciliare economia e ecologia in una formula che sia accettabile per tutte le parti coinvolte.
