Si allarga l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sul presunto sistema di tangenti legato agli appalti per i lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Dopo i primi sviluppi investigativi delle scorse settimane, gli accertamenti coinvolgono ora anche Rete Ferroviaria Italiana (RFI), con l’iscrizione nel registro degli indagati di altre cinque persone. Al centro dell’indagine dei sostituti procuratori Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni, vi è un appalto da oltre 9 milioni di euro relativo al conferimento di circa due milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’appalto sarebbe stato aggiudicato all’imprenditore casertano del settore delle cave Antonio Luserta grazie all’intervento dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino. In cambio di tale presunta mediazione, Marino avrebbe ricevuto una tangente di poco superiore ai 200 mila euro. L’inchiesta ipotizza inoltre il versamento di un’ulteriore somma, pari a circa 500 mila euro, al funzionario di RFI Domenico Semplice, ora indagato per corruzione insieme alla moglie, l’avvocato Laura Arena, agli imprenditori Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco e all’architetto Gaetano Sacco, consulente degli imprenditori coinvolti. I cinque nuovi indagati si aggiungono ai tre già coinvolti nella prima fase dell’indagine: Carlo Marino, Antonio Luserta e l’avvocato Vincenzo Iorio, collaboratore dell’ex sindaco, destinatari delle perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta lo scorso 22 giugno. Nel corso delle nuove perquisizioni, i militari hanno sequestrato denaro contante e un orologio Rolex del valore stimato di circa 80 mila euro, elementi che saranno ora oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi. Gli inquirenti ritengono che il presunto sistema corruttivo possa essere più esteso e coinvolgere altri imprenditori operanti nel settore delle cave, sospettati di aver corrisposto somme di denaro al funzionario di RFI per ottenere favori nell’assegnazione degli appalti. L’indagine è tuttora nella fase preliminare e le accuse formulate dalla Procura rappresentano ipotesi investigative che dovranno essere vagliate nel corso del procedimento, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.
di Marco Iandolo

