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Moody’s avverte: il riarmo Nato mette a rischio i conti pubblici italiani

In ECONOMIA
Marzo 29, 2024

L’Italia potrebbe trovarsi di fronte a nuove sfide economiche a seguito della crescente pressione esercitata dagli obiettivi di spesa militare della Nato. In un recente rapporto, l’agenzia di rating internazionale Moody’s ha lanciato un campanello d’allarme per quanto concerne l’impatto che la corsa al riarmo, stimolata dalle tensioni geopolitiche con Mosca, potrebbe avere sul debito pubblico nazionale. Le osservazioni dell’agenzia derivano dalla constatazione che il bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e la gestione responsabile delle finanze pubbliche diverrà un esercizio sempre più arduo per i Paesi membri della Nato.

L’allarme di Moody’s giunge in un momento delicato per l’economia italiana, la quale, nonostante un graduale percorso di ripresa, si trova ancora alle prese con le ripercussioni economiche della pandemia di COVID-19 e l’incertezza politica. Secondo le stime dell’agenzia, il debito dell’Italia, che attualmente si attesta attorno al 150% del Prodotto Interno Lordo (PIL), potrebbe raggiungere il 144% del PIL entro il 2030 in uno scenario base. Tuttavia, l’incremento dell’impegno finanziario fino al 2% del PIL in termini di spesa militare, come preconizzato dagli accordi Nato, potrebbe portare il debito nazionale a salire fino al 147%.

Nonostante l’obiettivo del 2% del PIL per la spesa in difesa sia stato stabilito come standard per i membri dell’alleanza, sia l’Italia che la Spagna registrano attualmente investimenti inferiori, rispetto a tale soglia. Il gap nella spesa per difesa e il livello inferiore di sostegno da parte dell’opinione pubblica verso ulteriori aumenti pongono questi due Paesi in una posizione peculiare di vulnerabilità. L’incremento della spesa militare non solo influenzerebbe direttamente i bilanci nazionali, ma potrebbe anche innescare tensioni sociali derivanti da una possibile redistribuzione delle risorse a scapito degli investimenti in settori quali l’istruzione, la sanità o le infrastrutture.

La situazione italiana, segnata sia da un rapporto debito/PIL tra i più alti tra le economie avanzate sia da una crescita economica che stenta a prendere vigore, rende particolarmente critico il bilanciamento tra le necessità di spesa dei diversi settori. L’impegno verso una maggiore spesa militare potrebbe inoltre limitare la capacità del governo di procedere con interventi strutturali necessari per sostenere la crescita e per compiere scelte di bilancio sostenibili nel lungo termine.

In questo scenario di incertezza, gli osservatori internazionali seguiranno con attenzione le mosse del governo italiano, il quale dovrà navigare tra le pressioni internazionali e le esigenze di un elettorato sempre più sensibile rispetto ai temi dell’austerità e delle priorità di spesa. La sfida non sarà soltanto finanziaria, ma comprenderà anche un importante componente di coesione sociale e di dialogo con la cittadinanza, al fine di mantenere un equilibrio tra sicurezza nazionale e stabilità economica.