Il possibile ritorno di Marco Nonno tra i banchi del Consiglio regionale della Campania resta, almeno per ora, in stand-by. Nonostante le dimissioni di Edmondo Cirielli abbiano aperto formalmente la strada alla surroga, la Giunta delle Elezioni ha deciso all’unanimità di avviare un supplemento di istruttoria prima di procedere alla convalida. Alla base dello stop c’è un nodo giuridico tutt’altro che secondario. Circa trenta mesi fa, infatti, lo stesso Nonno era stato dichiarato decaduto in applicazione della Legge Severino, a seguito di una condanna definitiva. Un provvedimento confermato anche dal rigetto del ricorso presentato al Tribunale civile, che aveva consolidato il quadro di ineleggibilità dell’epoca. Nel corso della seduta, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi ha evidenziato come l’attuale situazione presenti elementi analoghi a quella che portò alla precedente decadenza, rendendo necessaria una valutazione più approfondita. Nonostante la Corte d’Appello di Napoli abbia indicato Nonno come primo dei non eletti, la proclamazione non può considerarsi automatica. A chiedere ulteriori verifiche è stato anche Raffaele Maria Pisacane, proposta accolta da tutta la Giunta con l’obiettivo di garantire piena trasparenza e correttezza istituzionale. La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni: la Giunta delle Elezioni dovrà sciogliere le riserve prima dell’8 aprile 2026, data in cui è già convocata una seduta straordinaria del Consiglio regionale. Solo allora si capirà se il centrodestra potrà riaccogliere Nonno o se si procederà con il successivo candidato in lista.
di Fausto Sacco

