
Questa mattina, nella Sala del Consiglio Metropolitano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, è stata sottoscritta l’Intesa Istituzionale tra la Conferenza permanente di Pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli per il progetto del Piano Territoriale Metropolitano (PTM), lo strumento strategico destinato a guidare lo sviluppo urbanistico e territoriale dell’intera area metropolitana. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il consigliere delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga e l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo, la cui presenza ha confermato il pieno sostegno della Regione Campania al percorso di pianificazione. Il Piano Territoriale Metropolitano nasce da un lungo lavoro avviato nel 2022 con il preliminare di piano e proseguito nel 2023 con la fase di co-pianificazione con la Regione Campania. Parallelamente è stato avviato un percorso partecipativo che ha coinvolto Comuni, enti e associazioni di categoria attraverso incontri territoriali e momenti di confronto pubblico. Secondo il sindaco Manfredi, il PTM rappresenta molto più di un adempimento normativo: “Dotarsi del Piano Territoriale Metropolitano non è soltanto un obbligo di legge, ma un’opportunità per governare lo sviluppo del territorio con equità e sostenibilità, superando la gestione delle emergenze e costruendo una visione strategica per il futuro”. Il piano si ispira ai principi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e introduce un modello di organizzazione policentrico, nel quale accanto alla città di Napoli vengono valorizzate altre centralità territoriali capaci di contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’intera area metropolitana. Uno degli elementi chiave del PTM è infatti la suddivisione del territorio in 10 zone omogenee, individuate sulla base delle caratteristiche ambientali, sociali ed economiche dei diversi ambiti: Campi Flegrei-Ischia e Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord-Est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese e Penisola sorrentina-Capri. Queste aree non sostituiranno le amministrazioni locali, ma serviranno a mettere in rete i territori, consentendo una programmazione coordinata delle infrastrutture, dei servizi e delle strategie ambientali. Il PTM definisce inoltre dodici obiettivi generali, articolati in dieci strategie territoriali che riguardano la rigenerazione urbana, la riduzione del consumo di suolo, il potenziamento delle reti ecologiche, la mobilità sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale. Particolare attenzione è dedicata anche alla sicurezza del territorio, con un’analisi dei principali rischi naturali, tra cui quelli idrogeologici, sismici e vulcanici. Focus specifici sono riservati all’isola di Ischia, interessata negli ultimi anni da eventi sismici e franosi, e all’area dei Campi Flegrei, dove il fenomeno del bradisismo richiede un costante coordinamento istituzionale. Per l’assessore regionale Vincenzo Cuomo, il Piano rappresenta uno strumento fondamentale per programmare lo sviluppo dell’area metropolitana: “Un territorio che conta circa un milione di abitanti nella città di Napoli e oltre due milioni negli altri 91 comuni ha bisogno di una visione unitaria per affrontare sfide come l’housing sociale, la rigenerazione urbana e l’utilizzo efficace dei fondi europei”. Il PTM, aggiornato al nuovo regolamento urbanistico regionale del 2025, potrà inoltre diventare un riferimento per i Comuni nella redazione dei propri Piani Urbanistici Comunali, garantendo coerenza tra la pianificazione locale e quella metropolitana. Con la firma dell’intesa si apre ora una nuova fase di confronto istituzionale e partecipazione, che porterà il piano al vaglio del Forum Metropolitano, della Conferenza metropolitana e dei Comuni dell’area. Un passaggio decisivo per costruire una governance condivisa del territorio e orientare lo sviluppo futuro della Città Metropolitana di Napoli.
di Fausto Sacco


