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Napoli, San Carlo, nomina tra le polemiche, Manfredi ricorre al Tar contro Macciardi.

In CAMPANIA, IN EVIDENZA, NAPOLI, POLITICA
Agosto 06, 2025
È scontro politico in Campania.

La nomina di Fulvio Macciardi a nuovo sovrintendente del Teatro di San Carlo, avvenuta lunedì 4 agosto in una riunione lampo del Consiglio di indirizzo, si trasforma in un caso politico-giuridico che scuote Napoli e infiamma gli equilibri della Campania. Il sindaco Gaetano Manfredi, presidente della Fondazione Teatro San Carlo, ha annunciato il ricorso al Tar per contestare l’intera procedura, giudicata illegittima e contraria allo statuto.  La riunione si è tenuta senza la presenza del primo cittadino, ufficialmente impegnato nella cabina di regia per la Coppa America, e con la partecipazione di soli tre membri del Consiglio di indirizzo: Marilù Faraone Mennella e Gianfranco Nicoletti (espressione del Ministero della Cultura), e Riccardo Realfonzo (designato dalla Regione).   I tre hanno votato all’unanimità per l’ex sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Macciardi, sostenuto dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi (Fratelli d’Italia).   Dopo il rifiuto del funzionario incaricato di verbalizzare, è stato lo stesso Realfonzo ad assumere il ruolo di segretario, verbalizzando l’incontro.  Immediata la reazione del Comune, che ha definito la nomina un “atto inesistente”, mentre il Collegio dei revisori della Fondazione ha parlato apertamente di una riunione “non rituale”. Di contro, i tre consiglieri rivendicano la piena legittimità della seduta, citando una delibera di giugno che imponeva la scelta del sovrintendente entro il mese di luglio.

Uno scontro che va oltre il teatro

Ma la vicenda, seppur formalmente amministrativa, ha evidenti risvolti politici. Il Teatro San Carlo diventa il simbolo dello scontro in atto tra istituzioni locali e centrali, con Manfredi sempre più isolato tra Regione e Governo. Il sindaco, vicino al Movimento 5 Stelle e principale sponsor della candidatura di Roberto Fico alle prossime regionali, si prepara a un ruolo da protagonista nel “campo largo” progressista. Di contro, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – in uscita dopo due mandati – sembra aprire un dialogo con il centrodestra, ricevendo aperture da Forza Italia e sponde romane.  “Sono un uomo di pace, ma mi stanno costringendo a fare la guerra”, avrebbe confidato Manfredi ai suoi collaboratori. Una frase che restituisce la tensione di queste ore, mentre l’ipotesi di chiedere la sospensione del decreto ministeriale con cui il ministro della Cultura ha ratificato la nomina si fa sempre più concreta.  Nel frattempo, Forza Italia ha già manifestato pubblicamente sostegno alla Regione su partite chiave come la sanità e la Coppa America, consolidando un asse politico nuovo che potrebbe ridisegnare la geografia del potere in Campania.

Il teatro dietro il sipario

Il San Carlo, uno dei teatri lirici più antichi e prestigiosi d’Europa, diventa così il palcoscenico di una sfida che supera di gran lunga i confini della cultura. Le prossime settimane saranno decisive: il Tar sarà chiamato a esprimersi sulla validità della nomina e, indirettamente, sull’equilibrio di forze tra Comune, Regione e Governo.  In un contesto in cui i riflettori sono puntati sul palcoscenico, lo scontro vero si gioca dietro le quinte. E la politica, ancora una volta, occupa il proscenio.

di Marco Iandolo