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Olio extravergine, AIC lancia l’allarme sulle importazioni: “Più controlli per difendere Made in Italy e consumatori”

In CAMPANIA, ECONOMIA, SALERNO
Giugno 22, 2026
Scaglione: “Serve trasparenza sull’origine dei prodotti e meno burocrazia per le imprese italiane che esportano all’estero”.

Rafforzare i controlli sulle importazioni di prodotti agroalimentari, garantire una maggiore trasparenza sull’origine dell’olio extravergine d’oliva e semplificare le procedure burocratiche per le aziende italiane. È l’appello lanciato dall’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) attraverso il vicepresidente nazionale e presidente di AIC Salerno, Donato Scaglione.   Al centro dell’intervento il tema della tutela del Made in Italy agroalimentare, con particolare riferimento all’olio d’oliva che arriva sulle tavole dei consumatori italiani. Secondo Scaglione, il sistema produttivo nazionale è tra i più controllati al mondo, ma continua a scontare un eccessivo peso burocratico che penalizza le imprese rispetto ai prodotti provenienti dall’estero.  “Rafforzare i controlli significa tutelare il Made in Italy della filiera agroalimentare – sottolinea Scaglione –. I produttori italiani operano all’interno di un sistema rigoroso, mentre molte produzioni provenienti da Paesi esteri riescono a entrare nel mercato comunitario attraverso procedure che necessitano di verifiche più efficaci e approfondite”.  Per l’associazione, la questione riguarda non soltanto la competitività delle aziende agricole italiane, ma anche il diritto dei consumatori a conoscere con precisione l’origine dei prodotti acquistati. “Chi compra un olio extravergine d’oliva deve sapere con chiarezza da dove proviene il prodotto che porta in tavola. La trasparenza rappresenta un diritto fondamentale per il consumatore e uno strumento indispensabile per valorizzare le produzioni italiane”, evidenzia il presidente di AIC Salerno.  L’organizzazione richiama inoltre il protocollo d’intesa sottoscritto nelle scorse settimane insieme all’associazione dei consumatori AICO e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione nelle attività di informazione, formazione e contrasto agli illeciti lungo l’intera filiera agroalimentare.  Da qui la richiesta rivolta alle istituzioni nazionali ed europee: incrementare i controlli sui prodotti provenienti da Paesi extra UE e, parallelamente, alleggerire gli adempimenti amministrativi che gravano sulle imprese italiane impegnate nell’export di prodotti certificati e tracciati.   “Oggi esiste uno squilibrio tra le regole che disciplinano importazioni ed esportazioni – conclude Scaglione –. Da una parte le aziende italiane devono affrontare procedure sempre più complesse per esportare le proprie eccellenze; dall’altra, le importazioni da Paesi extraeuropei risultano spesso favorite da iter burocratici più snelli. Intervenire rapidamente è una priorità per salvaguardare il futuro della filiera agroalimentare italiana e delle sue eccellenze”.

di Fausto Sacco